Io sono la resurrezione e la vita
Martedi 28 Marzo 20170 commenti
 Io sono la resurrezione e la vita

V Domenica di Quaresima: Lode e onore a te, Signore Gesù! “Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno” (Dal canto al Vangelo Gv.11,25.26)

 
 
  
“Tutta la scena è dipinta a distanza ravvicinata.
Al miracolo assistono non le folle, ma poche persone. Protagonista è Gesù dipinto in primo piano. Lazzaro, come descritto nei vangeli, è avvolto di bende e il suo volto è coperto.
Il gesto di Gesù non solo è un gesto di comando: è un comando che ordina di venire fuori. Lazzaro, che era morto da più giorni, ora, anche se legato, è operoso: infatti cammina. Le persone hanno le braccia alzate. Il loro gesto non è né di comando né di accoglienza, ma di meraviglia. Il personaggio in primo piano con gli occhi sbarrati e ritratto solo e fino alle spalle, per non prendere il posto di Gesù, invita altri ad avvicinarsi per vedere il prodigio.
Un giorno un’attenta bambina, guardando il dipinto, ha detto: “Ci sono due giovani vestiti come noi”. Ho chiesto all’autore del quadro come mai questo particolare. Roberto Patrizi (Agrà ) ha risposto che sono due giovani moderni, non troppo interessati a Gesù e neanche al miracolo; se ne stanno distratti e distaccati, ma sono su un piccolo rialzo e non si rendono conto che movendosi potrebbero anche cadere. E’ una attualizzazione del Vangelo.”
 
“E’ cosa più grande creare gli uomini che risuscitarli. Tuttavia il Signore si è degnato creare e risuscitare: li ha creati tutti e ne ha risuscitati alcuni. Se avesse voluto, certamente avrebbe potuto risuscitare tutti i morti. E questo farà alla fine del mondo”.
 
“ … Egli volle invece offrire ai discepoli l’esempio di come si possa vivere accettando la debolezza umana; e mostrare loro che i suoi fedeli, che sono le sue membra, possono, senza commettere peccato, sottrarsi ai loro persecutori; e che si deve cercare di sfuggire al furore degli iniqui, anziché provocarli maggiormente col mettersi nelle loro mani”.
 
(Cfr. S.Agostino. La risurrezione di Lazzaro. Commento al Vangelo di San Giovanni Omelia 49)
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