Attratta all’improvviso al Cielo ...
Domenica 13 Agosto 20170 commenti
Attratta all’improvviso al Cielo ...

… la Vergine sembra perdersi in uno scompiglio di vesti entro cui le sue estremità si scompaginano nello smarrimento della terra che è venuta a mancare… sconfitto da una energia divina che dall’alto le plasma volto e mani di Luce immortale.” (G. B. De Andreis)

 
 
“ … E’ un mistero grande quello che oggi celebriamo, è soprattutto un mistero di speranza e di gioia per tutti noi: in Maria vediamo la meta verso cui camminano tutti coloro che sanno legare la propria vita a quella di Gesù, che lo sanno seguire come ha fatto Maria. Questa festa parla allora del nostro futuro, ci dice che anche noi saremo accanto a Gesù nella gioia di Dio e ci invita ad avere coraggio, a credere che la potenza della Risurrezione di Cristo può operare anche in noi e renderci uomini e donne che ogni giorno cercano di vivere da risorti, portando nell’oscurità del male che c’è nel mondo, la luce del bene…”
(Papa Benedetto XVI: Angelus, 15 agosto 2011)
 
 

 

Preghiera a Maria (don Tonino Bello)

 

 

 

Santa Maria, donna che ben conosci la danza, ma anche donna che ben conosci il patire, intenta, già sotto la croce, a come trasporre nei ritmi della festa i rantoli di tuo figlio, aiutaci a comprendere che il dolore non è l’ultima spiaggia dell’uomo. È solo il vestibolo obbligato da cui si passa per deporre i bagagli: non si danza col guardaroba in mano!
Noi non osiamo chiederti né il dono dell’anestesia, né l’esenzione dalle tasse dell’ amarezza. Ti preghiamo solo che, nel momento della prova, ci preservi dal pianto dei disperati.
Santa Maria, donna che ben conosci la danza, se ti imploriamo di starci vicino «nell’ora della nostra morte corporale» è perché sappiamo che tu, la morte, l’hai sperimentata davvero.
Non tanto quella tua: quella l’hai ’vissuta’ per poco, poiché essa ha fermato le tue membra per pochi attimi appena, prima dell’ultimo leggerissimo slancio verso il Cielo. Ma la morte assurda, violenta, di tuo figlio.
Ti supplichiamo: rinnova per noi, nell’attimo supremo, la tenerezza che usasti per Gesù, quando «da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece gran buio su tutta la terra». In quelle ore tenebrose, disturbate solo dai rantoli del condannato, forse danzasti attorno alla croce i tuoi lamenti di madre, implorando il ritorno del sole.
Ebbene, donna dell’ eclisse totale, ripeti la danza attorno alle croci dei tuoi figli. Se ci sei tu, la luce non tarderà a spuntare. E anche il patibolo più tragico fiorirà come un albero in primavera. Santa Maria, donna che ben conosci la danza, facci capire che la festa è l’ultima vocazione dell’uomo.
Accresci, pertanto, le nostre riserve di coraggio.
Raddoppia le nostre provviste di amore.
Alimentaci le lampade della speranza.
E fa’ che, nelle frequenti carestie di felicità che contrassegnano i nostri giorni, non smettiamo di attendere con fede colui che verrà finalmente a «mutare il lamento in danza e la veste di sacco in abito di gioia».
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