"Tutti ti cercano!"
Domenica 28 Gennaio 20180 commenti

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - "La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicino’ e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lascio’ ed ella li serviva" (Mc 1, 30 -31)

 

“Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre.
Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi.
Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth”.
(Papa Francesco, Misericordiae vultus, 1)
 
IL VOLTO di CRISTO
 
Madre Teresa di Calcutta con i poveri e gli ammalati
 
 
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano

(Emily Dickinson, poetessa statunitense 1830 – 1886)
 
 
“per capire chi è l’uomo dobbiamo fare riferimento all’esperienza più frequente che egli vive, cioè al faccia a faccia con l’altro… è nel volto che mi sta di fronte che ha inizio la possibilità di ogni relazione umana”
(Emmanuel Levinas, filosofo ebreo lituano)
 
 

“L’amore è la misura della fede”

 

E’ questo il nocciolo del comandamento dell’amore, che Gesù mette non in cima, ma al centro della vita cristiana. «Già nell’Antico Testamento l’esigenza di essere santi, a immagine di Dio che è santo, comprendeva anche il dovere di prendersi cura delle persone più deboli come lo straniero, l’orfano, la vedova. Ma è Gesù che porta a compimento questa legge di alleanza». E’ con Cristo che «l’amore diventa misura della fede, e la fede l’anima dell’amore». Ma che cosa vuol dire in concreto? 
Non possiamo più separare la vita religiosa, la vita di pietà, dal servizio ai fratelli, a quei fratelli concreti che incontriamo. Non possiamo più dividere la preghiera, l’incontro con Dio nei Sacramenti, dall’ascolto dell’altro, dalla prossimità alla sua vita, specialmente alle sue ferite». E’ un po’ come il «predicare bene e razzolare male»: se si è cristiani, se si ama Dio, non si può non rendere concreto, tangibile, questo amore.
«Ricordatevi questo, l’amore è la misura della fede».
«Quanto ami, tu? E tu? Ognuno risponda. Com’è la tua fede? Eh, la mia fede è come io amo. E la fede è l’anima dell’amore ». La bellezza di questo comandamento dell’amore è riuscire a superare, «i legalismi di ieri e di oggi», creando quasi uno squarcio tra le migliaia di precetti, prescrizioni e formule, che ci consente di scorgere il volto di Dio, nel quale si riflette quello di ogni fratello «specialmente il più piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, dove è presente l’immagine stessa di Dio». 
Il Papa la chiama “la legge dei due volti” che appunto sono un volto solo e se siamo in grado di riconoscerli vuol dire che stiamo amando nel modo giusto…”
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