"Cenere in testa e acqua sui piedi"
Sabato 03 Febbraio 20180 commenti

Lettera per la Quaresima 2018

  

“la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. 
Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato:  
“Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19)".
  

Le parole di Papa Francesco, che ho riportato all’inizio di questa mia lettera, le prendo dal Messaggio per la Quaresima di qualche anno fa. Oggi nello scrivervi, le riprendo, per indirizzare il mio pensiero, al fine di animare il vostro spirito ed aiutarci ad indirizzare il cammino di questo tempo. 
 
Ora, questo mio scrivervi l’ho intitolato: “Cenere in testa e acqua sui piedi”, espressione, che mutuo, invece, da uno scritto del Vescovo don Tonino Bello. Una frase che mi sembra significativa e che, insieme alle parole del Papa, possono guidare e orientare questi quaranta giorni che ci separano dal Triduo Pasquale. Lui spiegava che: “tra questi due riti, si snoda la strada della quaresima. Una strada… lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala”. 
 
Queste due citazioni, pertanto, vorrei fossero la colonna sonora di questa nostra Quaresima, con l’impegno a rimettersi in gioco, per rivedere le nostre scelte e il nostro impegno come cristiani e appartenenti alla comunità della Chiesa e alla nostra Parrocchia, un cammino semplice alla ricerca del volto di Cristo, un volto piagato dalla sofferenza dei nostri limiti, ma anche sereno perché ha la speranza nel cuore, la speranza di riuscire a camminare al passo con Lui e la certezza che il Signore si affianca al nostro cammino senza giudicarci, ma amandoci, senza chiedere nulla che non ci abbia già donato.
 
Quaresima, dunque, come strada da percorrere, insieme! Una strada che ci incoraggia ad intraprendere un cammino, che nel rito dell’imposizione delle Ceneri ha la solenne linea di partenza e nella lavanda dei piedi del Giovedì Santo, il traguardo che inaugura l’inizio d’un rinnovato cammino. Il mercoledì delle ceneri, sentiremo, dalle parole del sacerdote, durante la celebrazione, questa espressione: “convertiti e credi al vangelo”. Un invito, non una minaccia! Un invito che incoraggia ad abbracciare un rinnovato stile di vita, dove parole come fede, speranza e carità, non rappresentano solo una consuetudinaria trilogia linguistica, ma le preziose coordinate verso cui muovere i passi della nostra quotidiana esistenza. 
 
“La fede, suscitata in noi dal dono della Parola di Dio, ascoltata e meditata e che sostiene i nostri passi; la speranza che ci consegna la certezza che la meta non è irraggiungibile e che già ne stiamo pregustando la bellezza; la carità come incoraggiante relazione nel comune procedere”.
(cfr. Lettera Quaresima 2017 di don Piero Nestola, Parroco di san Gabriele dell’Addolorata – Gallipoli)
 
Pertanto, il cammino che ci viene proposto è di liberazione. Anzitutto dalle forme di schiavitù, che abitano la vita e le relazioni: invidie, gelosie, maldicenze, violenza, divisioni, rancori, odio e ogni sorta di cattiveria (cfr. Gal 5,16). Purificati, quindi da tutto questo nel cuore, nel corpo e nella mente, potremo essere abitati da sentimenti di gioia, amore, misericordia, perdono, solidarietà, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza (cfr. Gal 5,21). E sarà questa la novità della vita pasquale che ci permetterà di inaugurare un tempo nuovo, dove avranno stabile dimora la comunione, la giustizia e la pace (cfr 2Pt 3,13).  (continua - apri pdf)
 
FOTO:
Il Volto di Cristo, schizzo elaborato in ambiente di preghiera
Monastero di San Benedetto – Montserrat - Spagna

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