I Centurioni

LA SPIRITUALITA’ della NOSTRA CHIESA tra i MILITARI

 " ... Si entra a far parte della Chiesa di Gesù Cristo attraverso i sacramenti dell’Iniziazione cristiana; si è membri di una Chiesa particolare risiedendo in un determinato luogo e poiché caratterizzata dal territorio, ogni diocesi è denominata "Chiesa locale". Non può essere indifferente appartenere ad una o ad un’altra Chiesa locale: ognuna ha i propri santi, una propria storia, una propria pedagogia adatta a trasmettere la fede.

 

Qui alcune citazioni, ma ti rimando ai testi integrali:

Indizione del 1° Sinodo della Chiesa Ordinariato Militare

 

La Chiesa Ordinariato Militare ha una propria specificità: non è legata ad un territorio ma al particolare servizio che i suoi membri svolgono e trova la propria origine in quei soldati che hanno professato la fede in Cristo, hanno ricevuto la grazia della salvezza e sono stati tra i primi evangelizzatori. 
Tra le fondamenta della nostra Chiesa si collocano i tre centurioni descritti nella Sacra Scrittura: quello di Cafarnao, quello di Gerusalemme e quello di Cesarea. Li vogliamo considerare come i nostri Padri nella fede, i primi tra i "nostri" che hanno aderito e testimoniato il Vangelo di Cristo. 
Si può essere cristiani e militari? La risposta che troviamo nella loro vita, supera la stessa domanda: si può essere militari e santi. ..."

 

" ... È però inusuale esercitare la carità pattugliando, armati di tutto punto, città e villaggi, rischiando la propria vita affinché i fratelli non si uccidano: anche se la pace è forzata, una pace imposta, è sempre meglio della morte. 
La nostra Chiesa vive la carità sminando, con le proprie mani, immensi territori per restituirli abitabili e renderli fecondi. Vive la carità demolendo le fabbriche di guerra, con il timore di uccidere, di portare la morte, volendo invece, gettare le basi per una nuova vita. Il nostro esercizio della carità non è facile: si può rischiare di uccidere, anche in una "missione umanitaria". 
"... Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi": questo, pur con timore, vogliamo sentirci dire dal Signore. ..."

Le icone sono state realizzate per l’occasione dell’Indizione del Primo Sinodo dell’Ordinariato Militare in Italia, da suor Marie-Paul, monaca benedettina del monastero del Monte degli Ulivi a Gerusalemme, attualmente conservate nella Curia della nostra Arcidiocesi a Roma.

 

I tre centurioni, riportati nel Nuovo Testamento, fanno da sfondo alla spiritualità di questa porzione di Chiesa che vive tra i militari. Qui, vi rimando a tre meditazioni che ci aiuteranno ad essere cristiani e militari cristiani.

 

Ancora ti rimando ai testi integrali dell’Indizione del 1° Sinodo

Leggi

 

" ... Egli non è il potente che chiede ad un altro un favore che, data la condizione, non può negare. Egli è umile nella sua vera umiltà: umiltà di uomo, di soldato. Poiché la malattia era ribelle ad ogni cura, non gli resta che ricorrere a quell’uomo: chiede a Gesù di guarire il suo servo. Gesù accogliendo la sua preghiera è disposto anche ad andare nella sua casa. Il centurione però non vuole chiedere troppo, teme di essere importuno: perché scomodarlo? "Signore non stare a disturbarti, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ... ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito". ..."

" ... La fede del centurione inizia qui, sotto la croce, e comincia proprio da quel grido: "Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo disse: "Veramente quest’uomo era il figlio di Dio!" (Mc. 15, 39) Il collega di Gerusalemme è il modello della nostra fede: come lui, anche noi siamo condotti sulle strade della vita, dove incontriamo l’uomo, lo riconosciamo figlio di Dio. 
Essere soldati significa allora per noi, mettersi a servizio di quest’uomo per difenderne la vita, i valori..., disposti a rischiare la nostra stessa vita: "Chi ama la propria vita la perde, chi dona la propria vita la trova". "Chi ama la propria vita più di me, non è degno di me". "Vi do un comandamento nuovo: Amatevi, come io vi ho amati". ..."

" ... Pietro li segue con fiducia e arriva nella casa di Cornelio dove, dopo aver confrontato le rispettive visioni, risulta chiaro il messaggio che il Signore vuol dare loro: "Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto". Nella casa di Cornelio, Pietro si ferma alcuni giorni, annuncia il dono di salvezza e battezza Cornelio e tutta la sua famiglia. 
Questo racconto biblico è per tutti i militari di fondamentale importanza. Attraverso un soldato italiano Dio, guida l’apostolo Pietro, il primo Papa, a prendere una grande decisione: offrire anche ai pagani l’annuncio della salvezza ed egli, per primo, si fa battezzare con la sua famiglia. ..."