Storia e Foto della Parrocchia | Una Voce - Sito Web di Don Marco Galanti

Parrocchia dei Militari – Chiesa “Madonna di Loreto”

Edificio degli anni sessanta, riadattato a luogo di culto e ad aule parrocchiali ai fini dell’Assistenza Spirituale. L’area della Chiesa, esternamente, circondata da un ampio giardino e da un campanile, ha un portico che la precede con un’alzata, sul tetto, che le danno una fisionomia architettonica dai ricordi moderni. Internamente è su pianta rettangolare con linee moderne e giochi di colori. Ogni elemento, ben studiato, vuole essere, attraverso un linguaggio simbolico, una catechesi e un annuncio continuo della presenza e dell’amore di Dio per il suo popolo. Entrando lasciatevi ispirare dalle varie simbologie, suppellettili e segni e lo sguardo vi porterà al Tabernacolo e alla Croce, animando il vostro cuore alla preghiera.

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vedi anche il “Corridoio delle Arti”

Dopo averti introdotto, con poche righe alla Storia della nostra Chiesa Parrocchiale e prima di proseguire nel leggere il dettaglio delle spiegazioni delle varie opere, che troverai nella nostra Chiesa, correlate di foto, ti lascio all’Album di Famiglia, una raccolta di foto, di vario genere, per raccontare di una comunità in cammino … Poche e semplici attività, lavori e iniziative che vogliono esprimere il desiderio e l’impegno di costruire una “famiglia” secondo il cuore di Cristo.

I parte

Campanile. La piccola campana in bronzo è sorretta da un’opera in ferro e marmo, con bassorilievo in marmo grezzo del Cristo in croce, opera di Mario Amendola. Il nero della torre campanaria è inframmezzato dalla grande croce in marmo bianco, richiamo luminoso ai  momenti comunitari della preghiera.

Statua della Madonna di Loreto. Statua in piombo ad opera delle officine della Diesa.

Monumento ai Caduti. Studio e realizzazione di Mario Amendola con la collaborazione delle maestranze dell’Aeronautica Militare. Un monolite  spezzato, in granito bianco, con, al centro, in altorilievo policromo, la bandiera nazionale e una semplice scritta. Dedicato ai nostri caduti di ieri e di oggi, a ricordo di quella vita interrotta per il bene della Patria e dei suoi cittadini, a difesa della Pace.

Mosaico all’ingresso del portico della Chiesa. Opera di Laura Bianconi, copia raffigurante le colombe appaiate alla fonte zampillante, raffigurante nei mosaici del Mausoleo di Gallaplacidia in Ravenna.

VII parte

Le Vetrate. Il trittico delle vetrate, studio e opera di Alessandra De Benedittis, raffigura la gioia della luce che entra nella vita dopo il peccato simboleggiato da una linea rossa continua che è spezzata da riquadri di vari colori dell’arcobaleno, ricordo di quel segno, che dopo il diluvio, preannunciava una vita nuova e una rinnovata amicizia con Dio. I monogrammi di Maria di Loreto, ML e di Cristo, XP, intercalati dalle stelle, ricordano il Signore presente nel nostro cammino e Maria che ci accompagna su questa strada. Ancora, la linea rossa continua, segna la vita fatta di alti e bassi e intramezzata dagli altri riquadri colorati, che ci parlano di varietà delle persone che, se da una parte possono essere limitate e peccatrici, dall’altra,  dicono anche ricchezza di un cammino, inoltre i colori ci permettono di vedere il mondo con differenti sfumature e offrirci la possibilità di non trascurare le tante cose belle e differenti che ci sono nel creato.

II parte

Portone d’ingresso. Sei formelle in cotto e ceramica, studio ed opera di Marigrazia Strafella, con la collaborazione di Cosimo Strafella, Giovanni Colonia e Gaetano Todaro. Incorniciate su una porta in legno a due ante di colore nero raffigurano i quattro Evangelisti con il simbolo caratteristico di ognuno, lo stemma dell’Aeronautica Militare e dell’Ordinariato Militare, chiudono il portale, introducendoci con sacralità nel tempio.

Acquasantiera. Studio e realizzazione su vetro di Alessandra De Benedittis. Un’opera policroma, con evidente richiamo alle vetrate, creando, nelle varie forme, la croce, sono la decorazione di questo elemento. Alcuni smalti rossi e azzurri, che lo sovrastano, completano il luogo dell’ingresso nel tempio, invitandoci alla purificazione per poter essere disponibili ad incontrare il Signore in cui crediamo e speriamo.

Croci. Quattro piastrelle in ceramica con croce dipinte a mosaico. Studio, opera e realizzazione di Marigrazia Strafella, segnano idealmente quattro Apostoli su cui si fonda la Chiesa. Simboli evidenti di un luogo consacrato a Dio per gli uomini.

Pavimento In Grafite nera con inserti grigio, rosso e blu. Opera del. M.llo Cosimo Strafella con la collaborazione di Giovanni Colonia e Lucia Fabbri. Nel nero si staglia una croce decentrata con i segni della passione (Rosso) e Maria, Giovanni e Maria Maddalena ai piedi della croce (Blu)

III parte

Altorilievo dell’Altare. Studio e realizzazione marmorea di Mario Amendola. Raffigura gli elementi del miracolo dei cinque pani e i due pesci, anticipazione dell’Eucaristia e richiamano, sull’Altare, il luogo del prodigio continuo: Cristo che si fa pane per la vita di tutti i giorni.

Reliquiario sotto l’Altare. Studio e opera di Cosimo Strafella. Un reliquiario a triangolo (ricorda una goccia) con vetro e contornato da rombi di marmo rosso scuro che incorniciano sia il reliquiario che il tondo sotto l’altare e come gocce di sangue rimangono, qui e la sul davanbti dell’Altare. L’insieme ricorda il sacrificio continuo di Cristo per noi e i martiri racchiusi in una goccia di sangue ci ricordano l’eterno sacrificio di Cristo che dal suo corpo, ci offre la vita attraverso il miracolo della vita (pane e pesci) che si rigenera nella testimonianza continua della fede.

VI parte

Via Crucis. Quindici Acquarelli, studio e opera di Serena Amendola, raffigurano, attraverso simboli, linee e colori, i momenti della via della Croce di Cristo. Il rosso del Signore, l’Azzurro di Maria e l’incontro con le donne, i simboli più evidenti che richiamano le stazioni, fanno da guida nella lettura dell’opera: il dito puntato, le tre diverse cadute, le mani di Maria che accoglie il figlio, il sudario, le donne, la veste tolta, il martello, i chiodi, la croce sola, il cireneo, la tomba vuota … creano quel linguaggio simbolico e riportano la nostra mente a quei momenti dolorosi della vita di Cristo e aiutano il nostro cuore a formulare la preghiera per rimanere con Cristo su questa strada.

VIII parte

Altre foto che raccontano la nostra Chiesa nelle strutture e nelle suppellettili.

IV parte

L’Ambone, opera in metallo e legno dal ricordo aeronautico, proteso in avanti, come la Parola di Dio, che deve essere nella nostra vita avanti a ogni nostra scelta. I due cubi a destra e sinistra, nell’area presbiterale – sostengono il Battistero e la statua della nostra patrona – creano quello spazio dal sapore nuovo e moderno e danno risalto alla loro funzione. Opere realizzate dal personale delle officine aeronautiche, guidate da Alberto Caprili.

V parte

Battistero. Cotto e ceramica policroma, studio e realizzazione di Marigrazia Strafella. Il catino con il simbolo del pesce e la scritta IXOY∑, monogramma di Cristo, e nell’interno un blu acqua con il XP, sempre monogramma di Cristo, richiamano il significato della vita nuova. I colori del Battistero sono immagine di quelli della vita, le sue diversità e caratteristiche e si fondono nel blu del cielo e dell’acqua significati della nuova vita e del cammino alla ricerca delle cose di lassù.

Ampolle degli Oli. Studio ed opera in cotto e ceramica colorati di Marigrazia Strafella. Tre colori: Rosso, il Crisma, il fuco dello spirito – Verde, gli infermi, la speranza della vita – Blu, i catecumeni, il battesimo, l’acqua, segno della nuova vita.

Supporto Cero Pasquale. Il Cristo risorto con i simboli del fuoco e dell’acqua che segnano la vita nuova, dove Cristo a braccia alzate indica la sua Risurrezione sono lo studio su tavola di Serena Amendola e ci ricordano che Cristo luce è la salvezza dalle tenebre del peccato.