LA PRIMA DISCEPOLA

Festa dell’Assunta

Lettera del Cappellano a tutto il personale

Cesena, 15 agosto 22019

 

Carissimi,

         in occasione della Festa dell’Assunta, desidero raggiungervi con questa lettera, per portarvi un saluto, un segno di vicinanza e di amicizia a metą del tempo di vacanza.

 

         Una piccola nota: Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festivitą istituita dall'imperatore Augusto.

         Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilitą. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festivitą agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

 

         Ora, per noi Cattolici, questa festa, ci porta naturalmente a guardare a Maria, che la festeggiamo nel giorno in cui viene assunta in cielo, cosď come vuole la tradizione e la Chiesa cattolica l’ha elevato a dogma nel 1950, dove il Papa Pio XII,  con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus”, definiva che la Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.

 

         Ora, mi permetto di riportarvi alcune espressioni, che Papa Francesco, ha usato parlando della Vergine Maria, perché possano aiutarci a vivere questa Solennitą dell’Assunta, che cade a metą del tempo di vacanza, a ferragosto, per non perdere questa opportunitą di preghiera e di riflessione.

 

         Occasione, questa, come dicevo, per intrattenermi con voi e per non perdere quel clima di sacro che ognuno di noi coltiva e vive nel suo cuore.

 

         Vi avevo, gią scritto, all’inizio dell’estate una lettera: “non si vede che con il cuore”, a cui vi rimando, e ora ritorno a voi, per continuare ad animare la vostra spiritualitą, sempre nel rispetto delle vostre singole scelte.

 

         Occasione, quindi, questa, per fermarsi cinque minuti e leggere poche e semplici parole che aiutino a non trascurare nulla della nostra vita.

        

“ … Lei Ź la donna di fede, Ź la Madre della Chiesa, lei ha creduto. La sua vita Ź testimonianza che Dio non delude, che Dio non abbandona il suo Popolo, anche se ci sono momenti o situazioni in cui sembra che Lui non ci sia. Lei Ź stata la prima discepola che ha accompagnato il suo Figlio e ha sostenuto la speranza degli apostoli nei momenti difficili. Stavano chiusi con non so quante chiavi, per paura, nel cenacolo. E’ stata la donna che stava attenta e ha saputo dire – quando sembrava che la gioia e la festa stava finendo –: “Vedi, non hanno vino”. E’ stata la donna che ha saputo andare e stare con sua cugina «circa tre mesi», perché non fosse sola nel suo parto. Questa Ź la nostra Madre, cosď buona, cosď generosa, cosď accompagnatrice della nostra vita. E tutto questo lo sappiamo dal Vangelo, ma sappiamo anche che, in questa terra, Ź la Madre che Ź stata al nostro fianco in tante situazioni difficili. Il popolo sa che Maria Ź Madre e che Ź stata e rimane accanto ai suoi figli. E’ stata e rimane nei nostri ospedali, nelle nostre scuole, nelle nostre case. E’ stata e rimane con noi nel lavoro e nel cammino. E’ stata e rimane alla mensa di ogni casa.  Sempre con una presenza discreta e silenziosa. Nello sguardo di un’effigie, di un’immaginetta o di una medaglia. Sotto il segno di un rosario, sappiamo che non siamo soli, che lei ci accompagna. E perché? Perché Maria semplicemente ha voluto rimanere in mezzo al suo Popolo, con i suoi figli, con la sua famiglia. Seguendo sempre GesĚ, dalla parte della folla. Come buona madre non ha abbandonato i suoi, ma al contrario sempre si Ź fatta trovare lą dove il figlio poteva avere bisogno di lei. E questo, solo perché Ź Madre…”

 

         Da Maria possiamo imparare tante cose belle per la nostra vita, per le nostre famiglie, per il nostro vivere insieme. Da Maria impariamo anche la bellezza di trasmettere la fede. Da Lei, questo non ci deve sorprendere, GesĚ ha imparato a pregare, a conoscere i salmi, la Parola di Dio…

        

         E nelle nostre case? Sappiamo ancora trasmettere la fede, comunicare la gioia del vangelo, insegnare, come ricorda spesso il Papa, a “fare il segno della croce” ai piĚ piccoli?

 

         Piccole e semplici cose per essere autentici nel nostro vivere da Cristiani. Vi ricordo che Mercoledď 14 agosto alle ore 10.00 celebrerė la S. Messa al Mare.

 

 

         Buona festa dell’Assunta.

 

 

 

Vostro don Marco