PREGATE PER I VOSTRI SACERDOTI

“Come incenso salga a te la mia preghiera,

le mie mani alzate come sacrificio della sera”

(Salmo 141,2)

Cari amici,

non vi nascondo che questi giorni di “solitudine” dalla comunitą, rattristano il cuore. Il sacerdote è in ordine, alla sua comunitą, ai suoi fedeli. Si Ź sacerdoti del Signore e per il Signore, ma a servizio della comunitą. Per noi sacerdoti, le comunitą sono le nostre “famiglie” e oggi, che ci è chiesto di stare in casa, ci sentiamo vuoti della vostra presenza.

Noi non siamo mai soli, il Signore abita noi e noi vogliamo essere abitati da Lui, ma nello stesso tempo, la mancanza della comunitą, se da una parte ci aiuta ad una preghiera piĚ lunga, piĚ intensa, piĚ profonda, dall’latra manca la presenza e la condivisione.

Ecco perché vi scrivo, perché non vi dimentichiate dei vostri sacerdoti, dal Papa, al nostro Vescovo e ogni vostro Cappellano e Sacerdote, ricordateli nella preghiera e noi, che innalziamo il Santo Sacrificio all’Altre, vi ricordiamo.

Abbiamo bisogno della vostra preghiera. E’ la preghiera della comunitą che sorregge il suo Pastore.

 

anche per noi sacerdoti, abituati al ritmo consueto del ministero, Ź una bella sfida avere giornate prive degli impegni pastorali “ordinari”, ed essere costretti a un’esistenza piĚ ritirata, con molto piĚ tempo per noi stessi… Secondo l’esperienza dei profeti e degli uomini spirituali, andare nel deserto Ź per vivere l’incontro “cuore a cuore” con il Signore, lo sposo fedele d’Israele e della sua Chiesa e quest’anno la Quaresima assume proprio l’aspetto di un cammino nel deserto… per vivere nel respiro e nella letizia di essere davvero i suoi amici prediletti. In questa “regola”, ci siano tempi dedicati, con maggior calma del solito, alla Messa quotidiana, alla liturgia delle ore, che ritmi davvero le giornate, alla meditazione della Parola, all’adorazione eucaristica nel silenzio delle nostre chiese (che bello se i nostri fedeli ci vedono di piĚ in ginocchio, a pregare davanti al Signore!), al Santo Rosario pregato per i malati, alla lettura spirituale o di testi belli che nutrono, allo studio, alla preparazione di futuri impegni e appuntamenti per le nostre comunitą …”.

(Cfr. Messaggio Vescovo di Pavia)

 

Per vivere questo tempo di “ritiro” questa la mia “regola di vita”:

 

Ore 06.00 Meditazione, Ufficio di Letture e Celebrazione delle Lodi

Ore 07.00 S. Messa

Ore 08.00 Studio, lettura e lavori di riordino

Ore 12.00 Angelus

Ore 15.00 Rosario, Adorazione Eucaristica e Vespri

Ore 18.00 Lettura e programmazione attivitą

Ore 20.00 Informazione

Ore 21.00 Compieta e riposo

 

Preghiera per i Sacerdoti

 

O GesĚ, sommo ed eterno sacerdote,

custodisci il tuo sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.

Conserva immacolate le sue mani unte

che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.

Custodisci pure le sue labbra arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.

Mantieni puro e celeste il suo cuore

segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.

Fa che cresca nella fedeltą e nell’amore per Te

e preservalo dal contagio del mondo. Col potere di trasformare il pane e il vino

donagli anche quello di trasformare i cuori. Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche

e dagli un giorno la corona della vita eterna.

(S. Teresa di GesĚ Bambino)

 

 

Spirito del Signore, dono del Risorto agli apostoli del cenacolo,

gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri.

Riempi di amicizie discrete la loro solitudine.

Rendili innamorati della terra, e capaci di misericordia per tutte le sue debolezze.

Confortali con la gratitudine della gente e con l’olio della comunione fraterna.

Ristora la loro stanchezza, perché non trovino appoggio piĚ dolce per il loro

Dal loro cuore

riposo se non sulla spalla del Maestro.

Liberali dalla paura di non farcela piĚ.

Dai loro occhi partano inviti a sovrumane trasparenze.

si sprigioni audacia mista a tenerezza.

Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ciė che accarezzano.

Fa’ risplendere di gioia i loro corpi.

Rivestili di abiti nuziali. E cingili con cinture di luce.

Perché, per essi e per tutti, lo sposo non tarderą.

(don Tonino Bello)