Progetto di vita
“l’amore sboccia, hai iniziato con la tua visita quotidiana… non mi stupisce che tu mi dica ‘Inizio ad amare follemente la luce del tabernacolo’. Non sorprenderti se col tempo ti verrà voglia di dedicare più tempo a questa visita”. (San Josemaría Escrivà)
Le nostre giornate da cristiani, tra lavoro e preghiera, vita e spiritualità, sono o dovrebbero essere animate da alcune pratiche di pietà che potremmo distribuire nel corso della giornata e che ci porterebbero a cercare e a stare con Dio. Pensiamo talvolta che per essere cristiani basti andare alla S. Messa, fare qualche opera buona e non bestemmiare ma per vivere di Dio, nelle nostre singole vite, serve una continuità. Dalle preghiere della mattina e della sera a un momento prima di pranzare insieme a tutta la famiglia, al S. Rosario, alla visita del Santissimo Sacramento …. e altre forme di devozione e preghiera come il pellegrinaggio, la visita ai santuari, al cimitero dai nostri cari … ma oggi voglio soffermarmi con voi sulla vista al Santissimo Sacramento.
Già abbiamo parlato della S. Messa, fonte e culmine della vita cristiana, della preghiera e proposto il S. Rosario, l’Adorazione Eucaristica e l’iniziativa Preghiamo per te e con te, oltre alla lettura della Parola di Dio, ma oggi vorrei con voi proporvi la vista al Santissimo Sacramento che “consiste nell’andare in una cappella, in una chiesa o dove vien custodito il Santissimo Sacramento e fargli letteralmente visita. Rimanere due o tre minuti lì recitando una breve preghiera. Ci sono persone che vivono vicino a una chiesa o che la trovano lungo il tragitto per andare al lavoro. È l’ideale per chi non ha tempo ma vuole crescere nell’amore nei confronti dell’Eucaristia. Sappiamo che si deve adorare devotamente questo Dio nascosto nell’Ostia Santa perché è lo stesso Gesù Cristo che è nato da Maria Vergine. Lo stesso che ha sofferto, che è stato immolato sulla Croce, lo stesso dal cui costato trafitto sono usciti sangue e acqua. È quindi logico che vogliamo fargli visita lì dove si trova fisicamente. È un consiglio che ci danno molti santi. Uno di loro diceva: “Non trascurare la visita al Santissimo”. Dopo la preghiera vocale che desiderate, raccontate a Gesù, realmente presente nel Tabernacolo, le preoccupazioni della giornata, e avrete luci e coraggio per la vostra vita cristiana. Quando è impossibile recarsi davanti al tabernacolo in modo fisico, possiamo farlo anche con il cuore. A volte ci aiuterà a sentirci sicuri, a recuperare la serenità, ma soprattutto ci servirà a sentirci amati… e ad amare!”. (cfr. aleteia)
@unavoce Foto: Tabernacolo parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto” – 15° Stormo







