Combattimento spirituale

“La preghiera è un dono della grazia e da parte nostra una decisa risposta. Presuppone sempre uno sforzo. I grandi oranti dell’Antica Alleanza prima di Cristo, come pure la Madre di Dio e i santi con lui ce lo insegnano: la preghiera è una lotta. Contro chi? Contro noi stessi e contro le astuzie del tentatore che fa di tutto per distogliere l’uomo dalla preghiera, dall’unione con il suo Dio. Si prega come si vive, perché si vive come si prega. Se non si vuole abitualmente agire secondo lo Spirito di Cristo, non si può nemmeno abitualmente pregare nel suo nome. Il «combattimento spirituale» della vita nuova del cristiano è inseparabile dal combattimento della preghiera”. (cfr. CCC n. 2725)

 

La preghiera è un combattimento spirituale e non viene a portare la pace ma la guerra dentro di noi a rimetterci in discussione, così il più delle volte facciamo fatica a pregare a stare fermi in chiesa a contemplare a stare in silenzio non solo con la bocca ma con la mente e con il cuore. Durante la preghiera sale ogni tipo di pensiero: ci arrabbiamo piangiamo siamo irrequieti … E così il Signore ci ricorda che non è venuto a portare la pace ma il fuoco, a rimetterci in discussione a compiere una battaglia con il male che c’è in noi e che si crea in noi per i mille limiti che la nostra vita porta in sé.

Abbiamo molti esempi a partire da San Francesco che lottava nella preghiera contro il male. La preghiera è una lotta continua. Talvolta pregare è un peso, si vorrebbe scappare e scappiamo inventando scuse più o meno lecite e veritiere. Pregare è sentirsi vuoti soli e senza parole ma nonostante tutto resti, anzi devi restare. La preghiera quando è vera non è sempre luce ma quando tutto tace rimane solo lei, pertanto non posso scappare davanti alla preghiera e alla fatica di stare fermo di stare seduto in ginocchio, prostrato … Sì! la preghiera è fatica è un dialogo con Dio silenzioso dove è il cuore che parla ed è l’anima ad ascoltare e sappiamo che “stretta è la via che porta alla vita” come ci ricorda il Vangelo.

Se riesci a restare anche con le mani vuote, con il cuore silenzioso, la mente vuota è già una risposta è già una testimonianza, stai già mostrando a te e al mondo che Dio merita tutto. La preghiera è rendersi conto che Dio non fa senza la nostra collaborazione, non crea la pace se noi non lavoriamo ogni giorno per essa, non salva dai mali, non stravolge il corso della natura e del mondo ma vuole che ognuno di noi viva sapendo che Lui ci è accanto nei momenti di bene e nei momenti di fatica e non ci toglie la croce ma ci rimane accanto, non ci libera dalla morte ma ci accompagna in paradiso, non ci eliminerà nostri limiti vizzi peccati ma ci sarà accanto perché ognuno rifletta sugli sbagli e si rialzi e comprenda la vita.

La preghiera pian piano cambia il cuore e crea azioni buone, la preghiera ci fa uscire dalle nostre convinzioni, dai nostri giudizi e pregiudizi per vivere una vita degna di questo nome. Solo con questa fatica riusciremo, ed è fatica, perché noi vogliamo le cose pronte e i miracoli e che accada quello che diciamo noi, fatichiamo ad essere fedeli a rimanere impegnati ma l’amore non è a tratti ma ogni giorno, così allora dobbiamo confrontarci, dobbiamo faticare, dobbiamo impegnarci. La preghiera ci ricorda questo: è la risposta all’amore di Dio che ha per noi e che non ci risparmia ma ci assicura che ci è accanto per guidare i nostri passi. Non preoccuparti degli insuccessi nella preghiera, sii fedele a pregare a fermarti, stai fermo davanti a Lui e a fidati e affidati a Lui. Maria sarà Lei che ci aiuterà a rimanere accanto al Suo Figlio Gesù.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui