La fede dei semplici
Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. (Gv. 20, 11-18)
Le mie giornate non hanno nulla di straordinario ma in quella quotidianità, talvolta frenetica di correre da una parte all’altra per esserci, le inizio nelle prime ore del mattino quando ancora albeggia, davanti al tabernacolo nella preghiera nella mia piccola chiesa e la mente corre alle tante volte che ho incontrato il Signore e non per i miei meriti ma perché Lui si fa presente nella mia vita nonostante i miei limiti e compie “grandi cose”.
Ho incontrato il Signore nelle persone che la provvidenza mi ha messo accanto, nelle varie esperienze vissute in questi anni nelle differenti sedi e reparti, nelle differenti realtà. Ho incontrato il Signore negli occhi dei militari che servo, ho incontrato il Signore in quelli lontani ma rispettosi, in quelli polemici ma in ascolto, in quelli forse con un po’ di dolore nel cuore che accusano che puntato il dito che polemizzano ma che cercano uno sguardo di comprensione, ho incontrato il Signore nei malati nel dolore delle famiglie che hanno perso i loro figli, nelle famiglie distrutte da separazioni, ho incontrato il Signore nelle missioni, nella diversità di culture e religioni, ho incontrato il Signore nella stima reciproca e senza merito nella presenza costante e nella fedeltà delle piccole cose dei momenti semplici, nel silenzio della preghiera o della contemplazione della natura, come nel rumore di un incontro gioviale tra amici e non.
La fede è un dono e noi dobbiamo solo accoglierlo e servirlo, la fede dei semplici, della vita ordinaria delle nostre famiglie, della nostra gente e anche delle nostre comunità. Una fede che vive nella quotidianità di una vita che scorre veloce per i molti impegni e per lo stile di questa società, una fede che è fatta di contrasti e di momenti di grande trasporto, una fede sincera anche se talvolta assopita.
Mi sono posto mille domande, di come fare e di cosa fare, di organizzare di inventare strategie programmi e attività e occasioni per vivere la vita cristiana seguendo le linee guida della Chiesa e dei superiori. Tutte attività belle indipendentemente dalla tanta o poca partecipazione ma la vera pastorale la vera attività di annuncio del vangelo è stata nell’esserci nel condividere la vita nel portare un sorriso là dove c’è tristezza, pace dove c’è divisione, amore dove si scorge odio e risentiremmo.
Una fede semplice vissuta nella partecipazione alla vita sacramentale, dai dialoghi non prestampati ma quotidiani fatti di pazienza di ascolto più che di risposte, fatta di accompagnamento e di presenza nel cammino quotidiano gioendo con chi gioisce e piangendo con chi piange.
Ho visto la fede in Dio nella quotidianità di momenti ordinari, nella fedeltà al proprio dovere, nei momenti semplici, belli e tristi, di festa e con le lacrime, di tensioni e incomprensioni, ho visto il Signore nel volto delle persone che mi guardano che cercano una parola uno guardo un sorriso di comprensione di condivisione di approvazione o di rimprovero. La fede è allora un’esperienza personale se vissuta con gli altri, nella comunità, nella Chiesa con uno sguardo che va al di là di noi stessi. Così ho visto il Signore e lo incontro ogni giorno.
@unavoce – foto: fonte







