Alzando lo sguardo
“Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo.” (Luca 11,2)
La nostra preghiera è quasi sempre di richiesta per questa o quella situazione, le nostre intenzioni alla Celebrazione Eucaristica sono sempre per i defunti, qualche volta per i malati e raramente per altre intenzioni. Nel Padre nostro che Gesù ci ha consegnato per pregare, nel suo inizio è concentrato su Dio e il Suo Regno, pertanto non dobbiamo mai dimenticarlo. La nostra preghiera è sempre finalizzata e vorrei aiutarvi a viverla, si!, nel ricordo dei nostri cari che ci hanno preceduto in paradiso, ma senza dimenticare la vita che va vissuta ricordando ma senza fermarsi.
Vi ripropongo uno scritto di Merrit Malloy, una sceneggiatrice americana che in questo testo chiamato Epitaffio, vi leggo una preghiera laica ma una preghiera verso chi non c’è più e che ci offre uno sguardo di speranza cristiana nella sua essenza, dove il finale ci apre la porta di un cammino di luce nel ricordo di chi abbiamo avuto accanto. Un ricordo che ci porta a non fermarci ma a vivere la vita, un lasciar andare per vivere il tempo che ci è dato nonostante le croci e le difficoltà che la vita ci riserva. Il dolore fatica a passare o non passa mai ma lo sguardo deve poter sempre essere oltre per non soccombere e poter proseguire nel ricordo, un ricordo che ci fa vivere.
“Quando morirò, vorrei che donassi ciò che resta di me ai bambini … e ai vecchi che attendono la fine. E se non tratterrai le lacrime, piangi per i fratelli e le sorelle che camminano al tuo fianco. E quando avrai bisogno di me, va’ e abbraccia chi ti è vicino. E dà a loro ciò che avevi bisogno di dare a me. Voglio lasciarti qualcosa, ma qualcosa che sia meglio delle parole o di un suono. Cercami, nelle persone che ho conosciuto o amato, e se non riesci a lasciarmi andare, fammi vivere nei tuoi occhi e non solo nei tuoi pensieri. Così mi amerai: concedendo alle mani di sfiorare altre mani, concedendo ai corpi di sfiorare altri corpi, e lasciando andare i bambini, che anelano alla libertà. Le persone muoiono, l’amore no. Quando di me non resterà altro che amore, lasciami andare…”. (cfr.Merrit Malloy)
L’Eucarestia è un memoriale per rivivere e rinnovare la salvezza e non un semplice ricordare ma un rivivere il sacrificio che il Signore ci ha acquistato a caro prezzo, la sua Croce è la nostra via per non perderci, non deludiamo l’amore che Dio ha per noi, Lui ha scommesso su di noi e allora nonostante il dolore rispondiamo con amore attraverso la nostra vita anche se è faticosa. La memoria è presenza e così preghiamo, così partecipiamo alla S. Messa, così viviamo la nostra vita.
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