Liturgia della Parola
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uno sguardo diverso perché il suo modo di essere Padrone è atipico: gode non delle sue proprietà, ma della felicità dei suoi servi.
XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti (Lc 16, 10)
Meditando la PAROLA con don Luigi Maria Epicoco: “Il racconto della parabola dell’amministratore disonesto apre una grande discussione sulla proposta fatta da Gesù. Infatti che senso ha elogiare un uomo che per tutta la vita ha rubato e alla fine della sua storia quando deve rendere conto trova un sotterfugio per non finire completamente in mezzo a una strada? Forse la chiave di lettura più giusta nasce dal metterci nei panni di quelli che stanno ascoltando Gesù in quel momento. Un peccatore incallito vive della convinzione di essere più furbo degli altri. Non si concepisce come una vittima, bensì come uno che ha la capacità di intrallazzare affari a suo favore in ogni circostanza. Proprio a persone che ragionano così Gesù sembra dire che “essere misericordiosi” è un affare! Fatti furbo, sii compassionevole verso i tuoi fratelli perché arriverà il giorno in cui quella compassione ti salverà la vita! In realtà Gesù sembra dirci che il padrone di tutto è Dio, e tutto quello che abbiamo in questa vita è proprietà Sua. Se le cose che ci sono date in questa vita le usiamo in favore degli altri, allora quel Padrone potrà avere nei nostri confronti uno sguardo diverso perché il suo modo di essere Padrone è atipico: gode non delle sue proprietà, ma della felicità dei suoi servi. Allora anche a te che sei abituato ad avere uno sguardo distorto sulla vita conviene vivere secondo ciò che insegna il Vangelo, perché dietro a quel modo di vivere e di ragionare è nascosto il vero affare che può salvarti la vita: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. (cfr. d.L.M. Epicoco)








