Proposta per l’Anno Pastorale

 

In questo anno pastorale rivolgo alla mia comunità questa proposta per la carità. Quest’anno invece di raccogliere generi alimentari o altro faremo in questo modo: devolveremo le offerte per le intenzioni delle S. Messe che verranno raccolte durante l’anno nella cassetta in chiesa e che poi saranno inviate ad un orfanotrofio in Iraq gestito dalle suore carmelitane. Come facciamo nel periodo estivo, nella celebrazione al mare, ci sarà in chiesa un registro dove potrete apporre l’intenzione di suffragio o altro e verranno lette all’inizio della S. Messa e l’offerta che vorrete fare sarà così devoluta allo scopo sopra indicato. Puoi inviarci anche la tua intenzione nella pagina del sito: “preghiamo per te e con te”.

Qualche info sul significato delle offerte in chiesa. Ci sono differenti modi la raccolta durante la celebrazione, offerta per l’intenzione della S. Messa e/o donazioni personali per determinate finalità come l’aiuto ai poveri, per la Chiesa struttura per una determinato progetto ai fini comuni.

Ora, “qual è il significato dell’offerta per far celebrare la Santa Messa chiedendo al sacerdote di destinare i frutti del sacrificio di Cristo per una determinata intenzione? Secondo la dottrina della Chiesa, come il sacerdote ha il potere di celebrare il sacrificio di Cristo, così proprio perché agisce in persona Christi ha anche il potere di destinarne i frutti del sacrificio di Cristo reso presente sull’altare e sono di quattro ordini: c’è un frutto generale, di cui ne beneficiano tutti, vivi e defunti, purché non mi pongano ostacolo. C’è un frutto speciale di cui godono coloro che sono presenti. C’è un frutto specialissimo di cui gode personalmente il sacerdote che celebra.  C’è infine un frutto ministeriale che è quello destinato ad una particolare intenzione a richiesta dei singoli fedeli. Perché quindi si dà un’offerta al sacerdote per la destinazione di questo frutto? Non è il compenso per la Messa che celebra. In altre parole non è la paga dovuta per giustizia a chi compie un determinato servizio. Gesù ha detto: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). I fedeli intuiscono che dando un’offerta si privano di qualche cosa per il Signore. In altre parole, fanno di quella privazione un sacrificio, una cosa sacra. Ed è proprio per questo sacrificio personale, per questa partecipazione interiore più forte, che desiderano unirsi al sacrificio di Cristo redentore per appropriarsi maggiormente dei suoi meriti. È questo il significato più profondo di quello che fanno. Nel dare l’offerta per la celebrazione della messa c’è indubbiamente una partecipazione più stretta, tanto che la gente, sebbene impropriamente a motivo della quadruplice tipologia di frutti, dice: è la mia Messa, la Messa per i miei morti, la Messa per le mie intenzioni”. (cfr. amicidomenicani)

Tutta questa prassi è disciplinata dalla Chiesa per evitare esagerazioni o fraintendimenti, pertanto il sacerdote non può accumulare o moltiplicare le celebrazioni per ottenere offerte anche se il fine è nobile, ma senza chiedere un compenso specifico e lasciando alla libertà di ognuno di lasciare un’offerta che ha questa destinazione comunitaria e caritatevole allora comprendete il discorso che ho cercato di fare per coinvolgervi e partecipare a questa iniziativa di concreto aiuto. La nostra Chiesa non ha bisogno di fondi per quello ci penso io ma la carità verso gli altri è compito e attenzione di tutti, io mi limito a proporre e collaborare e partecipare con voi in questa direzione.

 

@unavoce – foto: cassetta offerte Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto”

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