San Francesco
Domani 4 ottobre la Chiesa ci fa celebrare la festa di San Francesco d’Assisi che dal prossimo anno sarà anche festa nazionale e non solo religiosa. Patrono d’Italia, proclamato nel 1939 da Papa Pio XII per il suo ruolo nel promuovere la pace, la fraternità, il dialogo interreligioso e per essere considerato “il più italiano dei santi” (cfr. Pio XII) e uno dei padri della lingua italiana. Mai come oggi abbiamo bisogno di modelli ed esmpi di pace fraternità dialogo con la consapevolezza delle nostre tradizioni.
La sua figura, attraverso la sua vita, ci ricorda la pace la fratellanza il dialogo la fede l’amore per il creato per la Chiesa. Un santo lontana nel tempo che ci avvicina al tempo che stiamo vivendo, dove questi valori sembrano decadere presi da un individualismo che invece di liberarci, cosa che pensavamo, ci fa schiavi delle nostre ideologie. Francesco con la sua semplicità ci ricorda la grandezza della nostra natura e l’impegno a viverla con la mente con il cuore e in fraternità.
Celebrare il suo ricordo ci porta a non dimenticare chi siamo come cristiani come cittadini come uomini spirituali destinati al cielo e persone con i piedi per terra impegnate a costruire un mondo migliore senza mettere la testa sotto la sabbia ma accorgendosi di ciò che ci circonda e operare ognuno con le sua capacità doti e ruoli a custodire la pace e il creato per vivere insieme da fratelli nella fede in Dio attraverso al vita della Chiesa, luogo della crescita umana e spirituale di ogni persona.
Non distraiamoci, avvolti da influenze maligne che sembrano appagare i nostri interessi, senza accorgerci che invece condizionano la nostra vita, ma recuperiamo e ritroviamo la forza interiore per essere veri testimoni del Vangelo nella vita quotidiana.
Così ricordiamo celebriamo e preghiamo il poverello d’Assisi, definito serafico da Dante Alighieri nel Canto XI del Paradiso: “Uno fu pieno di ardore come i Serafini”. Questa è la carità che anche noi vogliamo imitare per assomigliare sempre più al Signore.
@unavoce – foto: fonte







