Liturgia della Parola

XXVII Tempo Ordinario

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 La parola “inutile” è ciò che rende più l’idea di ciò che nella vita è importante.

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: ‘Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare’”. (Lc 17,10)

 

Meditando la PAROLA con don Luigi Maria Epicoco: “Non mi stancherò mai di dire che tra le parole più belle del Vangelo c’è proprio l’espressione “servo inutile”. La parola “inutile” è ciò che rende più l’idea di ciò che nella vita è importante. Tutte le cose più importanti e necessarie della vita si presentano a noi come ‘inutili’. Letteralmente inutile significa che “non porta un utile”, e se non porta un utile allora è fuori dalla logica del profitto. Il mondo ragiona con la logica del profitto, Dio ragiona con la logica dell’amore. Infatti l’amore vero è inutile. La vita spirituale è inutile. L’amicizia vera è inutile. La gioia che conta è inutile. Baciare chi ami è inutile. Sacrificarsi per un figlio è inutile. Consacrarsi a Dio è inutile. Amare per tutta la vita qualcuno è inutile. Cambiare il mondo è inutile. Non sono impazzito, sono più serio che mai. Se tutte queste cose le facessimo per averne un utile, un contraccambio, allora non sarebbero così belle e importanti. È proprio perché invece le facciamo in maniera gratuita (che è l’altro modo di dire inutile) che ciascuna di queste cose può renderci felice. Perché la felicità non è un profitto, è l’essenza della vita stessa. E ciò è inestimabile. Inestimabile infatti è un altro modo ancora di dire inutile. “Siamo servi inestimabili”. (cfr. d.L.M. Epicoco)

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