che non deve passare
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. (1Corinzi 13,4-10)
Il tempo è un grande dono che ci viene dato con la vita e per sostenerla c’è la salute e l’impegno ma sopra ogni cosa deve esserci la fede che dà senso a tutto questo. Una fede che è risposta a un amore grande quello di Dio che ha per ognuno di noi. Questo è il disegno che Dio ha per l’umanità, una eterna alleanza che chiede una fedele risposta. In questo disegno prendono posto i pensieri che oggi voglio condividere con voi.
Sicuramente io non sono più un ragazzino, siamo di quella generazione dai giochi sulla strada che sono passati alle strade virtuali, ma onestamente, guardandomi attorno in questo progresso cosa vedo? Vedo una grande superficialità che scade nel cattivo gusto di modi, di linguaggi e di regole che gridano libertà ma che legano più di ogni schiavitù.
Oggi le istituzioni non piacciono, che siano civili o religiose, laiche o di partito, tutto sembra vincolare la libertà personale e criticandole ci si toglie da obblighi di modo e di morale pensando di poter fare e dire quello che si vuole senza rispetto verso gli altri.
Il buon gusto, i modi gentili, i linguaggi educati sembrano non essere più il bagaglio della formazione, che tutti indipendentemente da ceto o denaro, dovrebbero avere. Valori che sarebbero poi quelle regole scritte o meno, tradizioni o costumi, che hanno costruito la società e senza giudizi o pregiudizi, oppure senza voler nascondere o tacere, sono il passato che senza il quale difficilmente aiuterà il presente e il futuro. I modi di come ci comportiamo in privato e in pubblico fanno la differenza tra intelligenza e cafonaggine.
La pace che manca è la pace nel cuore delle persone e senza questa serenità, che nasce da sogni e ambizioni che però debbono essere coltivati con l’impegno, non potrà mai realizzarsi, pertanto è necessario un impegno quotidiano nel lavorare con onestà per avere una vita dignitosa.
Dunque se c’è serenità e consapevolezza di chi siamo, allora la pace abiterà il nostro animo e guiderà le nostre scelte, le nostre parole e le nostre azioni saranno la conseguenza di un mondo in pace vissuto con decoro, eleganza e intelligenza.
Non buttiamo pertanto tradizioni e costumi, modi di essere, educazione e galateo per dirci moderni, perché non lo saremo ma risulteremo solo degli sciocchi presuntosi e invidiosi alla mercé di giudizi e pregiudizi che invece non gradiamo per noi e sicuramente non vorremmo per nessuno.
La gentilezza, il buon gusto, l’educazione, il rispetto, la bontà della nostra vita faranno la differenza e come cristiani questa è la prima testimonianza sulla scorta degli insegnamenti del Vangelo.
@unavoce – foto: fonte







