Dio e l’umano
Di famiglia si parla in lungo in largo e al di là di stereotipi la famiglia a tutti interessa indipendentemente dai limiti e problemi, dagli schemi di ieri o di oggi, di fede o meno, ma io voglio parlo di famiglia cristiana e metto alla base la fede personale di ognuno di noi e le scelte che quotidianamente si fanno.
C’è oggi una paura ad impegnarsi a condividere a camminare insieme. Non voglio fare un’analisi socio economica, che comunque varrebbe la pena fare, ma pensare alla famiglia come luogo dell’amore e della crescita, luogo dei valori dove ci si educa nella verità e del bene non solo privato ma comune.
La famiglia è la prima e fondamentale comunità umana. Il Papa ha dedicato una lettera Enciclica che varrebbe la pena rileggere “Amoris Laetitia”, dove viene messa in evidenza la bellezza e la gioia dell’amore famigliare insieme ai pericoli che la minano.
Parlare di famiglia e di famiglia cristiana ci porta a riflettere su quello strumento naturale che Dio ha pensato per la collaborazione alla salvezza. La sua identità è nel sacramento del matrimonio, oggi così snobbato quasi con paura di compiere gesti che durano “per sempre”, il “per sempre” fa paura, dimostrando una incapacità a prendersi le proprie responsabilità e così eliminando il sacro e quindi Dio dalla vita perché troppo impegnativo.
Gli sposi invece incarnano efficacemente l’azione di Dio nel mondo e sono il segno concreto che Dio ci ama, l’immagine della Sacra Famiglia è quel cliché che cerchiamo di seguire per vivere questo rapporto di comunione tra noi e con Dio.
Oggi la famiglia è cambiata, oggi la famiglia vive tra crisi e speranze, crisi della vita nella paura di mettere al mondo un figlio perché fatichiamo a mantenerlo, oppure crisi per chi vuole figli a tutti i costi con tutti i mezzi anche illeciti. La vera crisi della famiglia cristiana è pertanto nella mancanza di fede e di preghiera vissuta al suo interno. Quanti sono ancora che pregano in famiglia, che si fermano a riflettere sulle cose di Dio, a pregare prima di un pasto o a ringraziare per i doni ricevuti, a pregare per una necessità o a vivere come famiglia la celebrazione eucaristica?
Queste mancanze rivelano una cosa molto forte che alla base di tutta questa incertezza, una crisi dell’amore. L’amore nella coppia come nell’amicizia come ad esempio nella Sacra Scrittura l’avventura tra Davide e Gionata. “L’amicizia tra Davide e Gionata è un legame profondo e leale descritto nella Bibbia, in cui il principe Gionata, figlio di re Saul, protegge Davide dalla persecuzione del padre e sigla un patto d’amore fraterno che dura anche dopo la morte di Gionata, culminando nell’adozione da parte di Davide del figlio di Gionata, Mefiboset. Questa amicizia, caratterizzata da grande affetto e altruismo, viene celebrata da Davide in un lamento funebre noto come “il canto dell’arco”. (cfr. Leggi 1 Samuele 18 e 20 e 23 e 2 Samuele 1, 17-27)
E’ quindi un continuo donarsi reciproco senza aspettarsi nulla e per amare bisogna pazientare, l’amore è pazienza è sofferenza condivisa è accettare l’altro per quello che è, è accettare i propri limiti è avere fiducia in sé stessi prima che di pretendere fiducia. Con questo stile di vita allora la fede ci porta a vivere la speranza che il male non avrà mai l’ultima parola.
Le famiglie non sono un problema ma una opportunità sono un dono una occasione di crescita di rettitudine di accoglienza d’impegno di altruismo. La famiglia è il luogo dell’educazione la prima educazione. In famiglia s’impara a stare insieme a guardarsi attorno ad essere ducati impegnati a crescere come persone come cristiani. In famiglia nasce l’educazione si coltivano i valori come il rispetto l’impegno l’accoglienza il sacrificio la donazione…
Allora oggi un invito a rivedere ognuno di noi come vive la famiglia da cui proviene e quella che ha creato. Che impegno che determinazione, quali difficoltà e come risolversi senza puntare il dito ma rimboccandosi le maniche. Come educhiamo i figli non a vincere ma a impegnarsi, non a difendere necessariamente ma a prendersi le proprie responsabilità con la convinzione sapendo che valgono più gli esempi che le parole. Per vivere tutto questo allora dobbiamo recuperare quella fede in Dio che ci permette di realizzare questi progetti anche in un mondo secolarizzato distratto o interessato solo al guadagno per crescer nell’amore e nella convivenza comune nel rispetto e nella fraternità.
Provate a recuperare momenti di preghiera in famiglia, momenti sacri di convivialità, la partecipazione alla S. Messa e parlate di Gesù in casa confrontate la vita con la Sua.
@unavoce – foto: fonte







