Famiglia di famiglie
Non si possono disgiungere queste due realtà: Chiesa e famiglia o famiglia e Chiesa. La Chiesa è la somma di più famiglie è l’insieme di sposi e figli, di nonni e parenti e la famiglia è l’espressione della sacralità delle singole persone, del servizio reciproco, dell’attenzione gli uni per gli altri, dell’amore che diventa sacrificio di salvezza.
Credo che se perdiamo questo reciproco rapporto si svilisce l’una e si umilia l’altra. Recuperare la sacralità della famiglia in tutti i suoi aspetti, la diligenza nel viverla, la fedeltà nel portarla aventi, l’impegno nell’educarsi ad educare, si rischia di svuotarci e di perdere la bellezza della vita. La dimensione orizzontale, la vita insieme, non si può disgiungere da quella verticale orientata l’assoluto, comunque lo si chiami.
Parlare, sostenere, aiutare, affiancare la famiglia deve essere un impegno di tutti e vivere la comunità Chiesa attraverso l’esperienza dalle parrocchie, all’universalità di questa presenza, rimetterà Cristo al centro, fulcro della vita di entrambi. Se perdiamo di vista che l’ospite principale della famiglia è il Cristo ed è il centro della vita della Chiesa, che è il Cristo nato morto e risorto, l’obiettivo allora si rischia di perde il progetto di Dio.
Con buona pace di chi non la pensa così o di chi vorrebbe livellare tutto e tutti, non possiamo non vedere che ogni realtà ha le sue dinamiche e si vive nella famiglia anche con limiti e situazioni che non condividiamo, senza venir meno alla sua integrità che non si può confondere, non per mancanza di attenzione, di rispetto o di accoglienza, ma per la natura stessa delle realtà che stiamo guardando e alla quale ci rivolgiamo: il Vangelo di Gesù Cristo. Questo non chiude la porta a nessuno e non giudica nessuno ma solo specifica e rende dignità a quello che è. Ogni situazione e ogni dimensione ha le sue caratteristiche e assimilarle ad altre, invece di esaltarle, le limita. Compreso questo, allora tutti possiamo avere uno sguardo lungo e comprendere l’importanza della famiglia come luogo privilegiato della crescita e del bene comune.
Recentemente il Santo Padre incontrando i partecipanti al giubileo promosso dal Celam per il futuro della famiglia, così si esprime: “Le nostre famiglie siano un “canto silenzioso di speranza, capaci di diffondere con la loro vita la luce di Cristo”, per portare “la gioia del Vangelo” sino “ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce”. E seguendo il modello perfetto della Sacra Famiglia, “le nostre case saranno torce vive della luce di Dio”. Ma povertà, mancanza di lavoro, di tutela sanitaria, abusi, migrazioni e guerre ne minacciano la dignità”. (cfr. VativanNews)
Viene ribadito il modello della famiglia in quello della Sacra Famiglia, pertanto l’invito per tutti a operare per rafforzare questi aspetti.
Ora, la domanda che tocca tutti noi la rivolgo alla nostra comunità: come viviamo le nostre famiglie, come siamo presenti, come educhiamo, come ci rivolgiamo al sacro, quale stile di famiglia stiamo vivendo e creando, che esempi …? Tutte domande alle quali ognuno deve rispondere e verificarsi per non allontanarsi da questo ideale e questo stile di vita famigliare. Come credenti e come cristiani la famiglia è quella in cui Dio è presente, non è una semplice unione, non sono la somma di semplici o complessi obblighi ma è un amore che si dona continuamente anche contro le logiche di questo modo che cerca una bella vita, una libertà assoluta invece che una vita bella è una responsabilità condivisa. Quale esempio diamo? Non esiste la famiglia perfetta ma esiste la famiglia che sa lottare per stare unità e che si rinnova nell’amore anche e soprattutto nelle difficoltà. La famiglia è quella Chiesa che desideriamo e la Chiesa è quella famiglia che tutti vorremmo.
@unavoce – foto: fonte







