Viviamo il vangelo
Due pontefici, per non andare indietro troppo nel tempo, ci invitano con forza a impegnarci a “costruire ponti e non alimentare ulteriormente le polarizzazioni presenti nel mondo e nella Chiesa”. (cfr. VativanNews)
La domanda che forse molti si fanno è: cosa possiamo fare noi singoli, piccole comunità ai margini delle grandi sfide? Così anch’io mi interrogo su cosa posso fare personalmente e cosa posso proporre alla mia comunità?
Sicuramente credo che dobbiamo partire dai rapporti interpersonali, iniziando a non escludere nessuno ma accogliere tutti con uno sguardo aperto, disponibile, dialogante che talvolta viene a mancare proprio nei nostri ambienti, nelle nostre comunità e molte volte anche nelle nostre famiglie e quartieri.
Creare situazioni, modi di vita, atteggiamenti quotidiani, che conducano a dei processi personali, sociali e comunitari che ci aiutino gradualmente a modificare i nostri atteggiamenti e a favorire posizioni più aperte pur nel rispetto dei valori in cui crediamo ma con un atteggiamento di dialogo e di confronto reciproco. Creare ponti poi con le azioni concrete di attenzione, di carità e soprattutto di educazione. Educare al dialogo, al confronto sereno partendo da casa nostra, eliminando parole e gesti violenti, duri e chiusi nei nostri schemi.
La globalizzazione ci impone di conoscere culture e tradizioni, modi e parole, concetti e fedi che pur senza rinunciare alla nostra si aprono al confronto e al dialogo, movimento di vita che può arricchire e non farci sentire minacciati.
Costruire ponti di dialogo e di accoglienza nel piccolo delle nostre realtà, senza giudizi e pregiudizi, creando una mentalità di convivenza serena e pacifica. La libertà dei singoli non deve vincolare la vita di tutti ma aprirsi al rispetto reciproco, al rispetto delle regole comuni, partendo dalle nostre senza pretendere e poi noi non praticare e questo non vale solo per la fede e la religione ma nel quotidiano e nella vita sociale.
Costruire ponti con parole buone e pacifiche, leggendo i fatti e confrontandoli senza cadere nel tranello del populismo e del tutti fanno e pensano così. Costruire ponti nel dialogo tra di noi e con chi incontriamo, nel posto di lavoro e di vita.
Proviamo tutti insieme a fermarci a riflettere: quali ponti posso costruire e vivere ed educare a vivere nel mio quotidiano? Nella mia Famiglia, nella mia comunità? Affidiamo alla preghiera e all’azione dello Spirito Santo questo impegno, preghiera che deve scaturire in azione concreta nella nostra vita. Partiamo dal vangelo, mettiamolo in pratica e saremo sulla strada per costruire ponti di bene, di opportunità di vita e di sguardi di pace. Il dialogo è la via maestra sempre e comunque in tutte le situazioni, sia questo invito di Papa Leone a smuovere ognuno di noi a camminare in questa direzione.
@unavoce – foto: fonte







