popolo con le stellette
L’altro ieri vi ho proposto una semplice e umile riflessione sulle parole che possono ferire, oggi vorrei portare alla vostra attenzione un contributo del Card. Parolin, Segretario di Stato Vaticano che sulla rivista della Polizia di Stato ha offerto, in occasione della loro festa patronale celebrata alla fine del mese scorso, un contributo sull’impegno a costruire la pace nel cuore e dentro l’animo di ognuno di noi.
Mai come in questo tempo si sente l’esigenza della pace e quando c’è la diamo per scontata. Oggi più che mai, forse, abbiamo bisogno di costruirla dentro di noi, abbandonando rabbie e rivendicazioni, gelosie e diritti chiesti in modo violento, anche se a sentire i più non è così, ma ogni zione che forza la libertà dell’altro è un atteggiamento non di pace, pertanto qualsiasi richiamo a valori e diritti deve essere costruito con azioni di pace senza violenze gratuite, come invece purtroppo abbiamo potuto vedere recentemente e come vediamo da parte di finti pacifisti che per evidenziare e portare all’attenzione i problemi si fanno avanti in modo invasivo, questa non è pace e non il modo di costruire la pace.
“Pace è la prima parola che Papa Leone XIV ha consegnato alle persone convenute in piazza San Pietro per incontrare il Pontefice appena eletto. Pace invoca il cuore di ogni uomo e donna. Pace implorano i popoli che soffrono a causa delle troppe guerre che si moltiplicano assurdamente in questi giorni. La pace è come l’ossigeno: la si dà per scontata quando c’è; se ne sente disperato bisogno quando viene a mancare. E nel nostro tempo è un bene sempre più raro e prezioso. Ne è consapevole Papa Leone che l’ha voluta porre al centro del suo ministero, tratteggiandone le caratteristiche: «Disarmata e disarmante, umile e perseverante» (Messaggio Urbi et Orbi, 8 maggio 2025). Disarmata perché non si impone, ma si propone al cuore di ogni persona di buona volontà, disarmandolo da ogni tentativo di rivalsa. «La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi» (Discorso di Papa Leone XIV al Corpo Diplomatico, 16 maggio 2025). La pace «impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa» (ibid.). Ci invita ad adoperarci per costruirla attivamente, a partire dalle relazioni private, in ogni società e tra i popoli”. (cfr. VaticanNews)
Le nostre comunità che vestono la divisa e che sono a servizio della Patria, dei cittadini e delle libere istituzioni per la sicurezza e la libertà di tutti, oggi criticati per un verso o per l’altro, li voglio ricordare ed aiutare a coltivare prima di tutto questo animo di pace, nonostante le difficoltà che devono affrontare quotidianamente per svolgere questo compito, e loro che sanno bene cosa significa il pericolo dell’offesa, ci insegnano con professionalità attraverso la loro vita di servizio, l’impegno costante affinché tutti vivano in pace e armonia. Un lavoro difficile e un impegno che deve esserci da parte di tutti a non fomentare divisioni e litigi, nervosismi e gesti violenti né di parole né di azioni, ma seminare pace in ogni momento della nostra vita.
@unavoce – foto: fonte







