che soffre
Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui (1 Cor. 12,26)
Recentemente il Santo Padre nella celebrazione commemorativa dei nuovi martiri ci ha ricordato che: “La persecuzione dei cristiani in alcune parti del mondo è aumentata”. (cfr. VaticanNews)
Abbiamo a cuore questa situazione di cui i media non parlano e come comunità ci siamo impegnati ad avere “questa attenzione attraverso la preghiera al primo giorno del Mese con una S. Messa per questi nostri fratelli uccisi in odio alla fede, per questi martiri quotidiani perché la nostra orazione porti coraggio e conforto alle comunità che soffrono, ai loro sacerdoti e religiosi e laici che vivono queste situazione di terrore la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Poca cosa può sembrare ma sappiamo quale sia la potenza della preghiera e della preghiera unita a tutta la Chiesa con l’impegno a sensibilizzarci per poi operare attività concrete in favore di queste comunità attraverso l’organizzazione ACS citata in apertura”. (cfr. Una Voce)
Nell’intervento del Papa nella veglia di preghiera così ci dice e pertanto t’invito a leggere il testo integrale: “Il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra; è una speranza piena d’immortalità, perché, pur essendo stati uccisi nel corpo, nessuno potrà spegnere la loro voce o cancellare l’amore che hanno donato; è una speranza piena d’immortalità, perché la loro testimonianza rimane come profezia della vittoria del bene sul male. Sì, la loro è una speranza disarmata. Hanno testimoniato la fede senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo”. (cfr. Papa Leone XIV)
“I martiri sono “fratelli e sorelle con lo sguardo rivolto al Crocifisso”, nella Croce Gesù “ci ha manifestato il vero volto di Dio, la sua infinita compassione per l’umanità; ha preso su di sé l’odio e la violenza del mondo, per condividere la sorte di tutti coloro che sono umiliati e oppressi”. Oggi quell’oppressione continua a vivere “in situazioni difficili e contesti ostili”, proprio lì uomini e donne continuano a portare la stessa Croce. Sono donne e uomini, religiose e religiosi, laici e sacerdoti, che pagano con la vita la fedeltà al Vangelo, l’impegno per la giustizia, la lotta per la libertà religiosa laddove è ancora violata, la solidarietà con i più poveri”. (cfr. VaticanNews)
Non trascuriamo questo ricordo, questo far memoria, questa preghiera e non lasciamoci coinvolgere dalla rabbia e dall’odio che vediamo scorrere sui social. Il mondo sembra solo arrabbiato, violento e grida ma è un grido di dolore che va canalizzato e aiutato a rispettare e rispettarci al di là delle proprie convinzione religiose, politiche e sociali. Coltiviamo un cuore, pensieri e parole di pace ed eleviamo la nostra preghiera a Dio perché il mondo torni ad amarsi.
Recentemente il Santo Padre ricevendo in udienza i membri della fondazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” a ricordato, citando il suo predecessore Papa Francesco, che: “Nessuna pace è possibile laddove non c’è libertà religiosa o dove non c’è libertà di pensiero e di parola e il rispetto delle opinioni altrui”. (cfr. VaticanNews)
Accendiamo la nostra lampada nel cuore attraverso il nostro ricordo e il nostro impegno per costruire la pace. “Non stanchiamoci a fare il bene”. (cfr. o.c.)
@unavoce – foto: fonte







