di servire
La vera autorità non si fonda su incarichi né titoli, ma sulla libertà di servire anche lontano dai riflettori. E chi non teme di perdere visibilità, guadagna disponibilità verso Dio. ( Papa Leone XIV)
Queste parole che ho riportato all’inizio sono state pronunciate da Papa Leone XIV in occasione di un incontro con i partecipanti a un lavoro di studi dedicato al cardinale Merry del Val, servo di Dio. Parole che a noi lontani dai riflettori e impegnati in una porzione della Vigna del Signore in periferia potremmo pensare che non ci riguardino, ma anche i sacerdoti sono uomini come tutti, nonostante l’immeritato dono del sacerdozio e nonostante, come cristiani ancora prima, si cerca di coltivare la vita spirituale nel migliore dei modi per conformarci all’unica vocazione comune quella alla santità, ma in questo cammino appaiono molti limiti che talvolta sono più dei doni spirituali che ricerchiamo e del bene che ognuno di noi cerca di fare. Come molti uomini sui questa terra talvolta si è attenti e attratti più dall’apparire che all’essere, dimenticando di mettere Cristo al centro è solo l’età, l’esperiana, i fallimenti e le cadute che ci aiuteranno a recuperare questo fondamentale atteggiamento di servizio.
Leggendo le parole che il Pontefice ha rivolto a questi studiosi mi ha aiutato a fermarmi a riflettere su me stesso, sul mio servizio, sulla mia vocazione e riconfermarmi nel cuore e nell’impegno quotidiano ad imitare Cristo, ad annunciare Lui e a riscoprire continuamente l’eterna bellezza del sacerdozio senza cercare visibilità o onori.
Perché dire questo, perché fare su queste pagine virtuali questo discorso, a che serve per il ben della mia comunità? Questo sito ha lo scopo di animare ma per animare bisogna animarsi pertanto credo possa essere illuminate per me stesso condividere e aiutare a vedere oltre il visibile che il sacerdote è l’uomo come tanti che ci avvicina a Dio, ci dona l’Eucarestia, il perdono, ci offre i Sacramenti, ci è compagno di viaggio per ricercare e mettere Cristo al centro, pertanto ha e abbiamo bisogno noi sacerdoti del sostegno delle nostre comunità, della preghiera del popolo santo di Dio, affinché non ci allontaniamo mai dal centro, dal fulcro, della nostra missione di pastori.
Una riflessione ad alta voce per ricordare a me stesso il grande dono ricevuto del Sacerdozio, tralasciando le ambizioni che forse da giovane si potevano coltivare e vivere ora con umiltà il presente con l’impegno a rinnovarsi ogni giorno, a confermarci attraverso la preghiera costante per le nostre comunità e per tutta la Chiesa, operando come meglio possiamo con le doti e i limiti che ognuno porta con se a costruire il Regno di Dio e per chiedere preghiere perché il Signore ci conservi sempre nel Suo amore.
Il valore della mia vita sacerdotale a servizio di Cristo e della Sua Chiesa è nel servizio umile e obbediente sapendo di essere uno strumento, se pur inadatto, nelle mani del Signore che ci chiede di seminare a larghe braccia, è una grande gioia. Coltivare con curare e lasciare poi a Lui il tempo e il momento del raccolto.
Questo Cardinale di cui vi ho citato il suo nome in apertura, figura fulgida nelle pagine della Chiesa, amava recitare quelle che vengono dette: “Le litanie dell’umiltà” di cui vi riporto un passaggio. Possano essere anche la mia preghiera e chiedo il ricordo nelle vostre per tutti i sacerdoti, dal Papa sino all’ultimo sacerdote.
“Del desiderio di essere lodato… Liberami, Signore!”. Il desiderio di riconoscimento è una tentazione costante per chi esercita responsabilità. Il cardinale Merry del Val lo conobbe da vicino, poiché le sue nomine lo posero al centro dell’attenzione mondiale. Eppure nel profondo della sua preghiera chiedeva di essere liberato dall’applauso. Sapeva che l’unico trionfo vero è poter dire ogni giorno: “Signore, sono dove Tu vuoi, facendo quello che Tu mi affidi, oggi”. Questa fedeltà silenziosa, invisibile agli occhi del mondo, è quella che rimane e reca frutto. (cfr. VaticanNews)
Questa consapevolezza ci offre quella vera libertà, nel rispetto della Chiesa, custode del messaggio di Dio, di servire ogni persona, valore che vale per ognuno di noi, qualsiasi vocazione viviamo, qualsiasi servizio svolgiamo, qualsiasi lavoro facciamo.
@unavoce – foto: fonte







