Superare la violenza
Mai come in questi ultimi anni si nota un aumentare della violenza. Mi direte: c’è sempre stata, si forse, ma con l’avvento dei social si vedono reel violenti di azioni di gesti, di parole, di commenti … un dilagare di mancanza di rispetto, un dilagare di cattivo gusto, di grida, nessuno escluso nessuna classe sociale è esclusa nessuna professione anche in quelle che ci dovrebbero dare il buon esempio, almeno nelle parole.
Tutti voglio più di quello che hanno, ovviamente senza impegno e fatica ma pronti a puntare il dito a criticare e rivendicare e a lamentarsi. Un mondo riverso su se stesso, lamentando però che non è considerato. Una società attenta solo a se stessa con chiusure, segno non solo di poca intelligenza ma di cuori aridi e tristi e in tutto questo ovviamente la religione non va bene, chi costruisce il bene e semina bene è criticato e chi critica ovviamente non fa nulla.
Forse è il caso che tutti ci fermiamo seriamente e che impariamo a riflettere e non solo a guardare e come pecoroni annuire, è il tempo di pensare di sapere di studiare e di leggere e non guardare solo le fotografie, è il tempo di seminare bellezza amore pace serenità aiuto accoglienza, ognuno là dove vive, con le su parole, con i suoi gesti, a scuola, al lavoro nel quartiere in giro con gli amici, nelle città, è ora che ci si fermi a pensare e non solo a fare cose ma a riflettere su ogni gesto e parola che si dice, a chi la si dice, dove la si dice e quando la si dice.
A noi cristiani è rivolta questa parola “porgere l’altra guancia e non resistere al male e ai cattivi” (Mt 5, 38-42), credere fidarsi seguire la fede in Cristo, significa fare la differenza in questa società senza paura, senza vergogna, con rispetto, sempre con calma e pace. Fare la differenza con uno stile di vita educato elegante bello con parole gentili di pace, con reazioni equilibrate sempre e solo nella giustizia e nella verità. E’ il tempo di non parlare a vanvera, di non lanciare sospetti, di non pettegolare ma di fare silenzio e di esserci con le braccia rimboccate e la bocca chiusa e aperta solo per dire bene e verità, con amore e carità.
Dobbiamo pregare e mantenere viva la nostra fede, vivere la Chiesa nelle nostre parrocchie nelle nostre comunità nei nostri gruppi impegnandoci poi verso altri. Se non coltiviamo la vita spirituale la vita diventerà buia, il mondo vuoto e la vita triste.
“Presenti dentro la pasta della storia come lievito di unità, di comunione, di fraternità. La fraternità ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata, nella fiduciosa speranza che essa è possibile grazie all’amore di Dio”. (cfr. Papa Leone XIV)
Non dobbiamo partire per una missione, basterà iniziare da casa nostra, dalle nostre città, parrocchie comunità amici … ma seriamente cambiare direzione di vita, essere la differenza e fare diverso può far paura, non avere consensi può disturbare ma solo così sarà la vera vita e non una finzione che ti lascerà forse ricco di cose ma vuoto dentro, vuoto di amore.
“Diceva Nietzsche che quando non siamo contenti di noi stessi, siamo sempre pronti a farla pagare agli altri. Il Signore ci dà due criteri molto chiari di comportamento: verità e amore, ben sapendo che per natura noi tutti in genere tendiamo ad essere violenti e aggressivi, vale a dire più o meno schiavi del peccato originale o attuale (G. Thibon, La violenza al servizio della libertà, in op. cit.)”. (cfr. F. Di Maria)
Troppa violenza vediamo, le regole servono per vivere insieme, il rispetto di esse non sono per puro formalismo ma amore e rispetto reciproco. Impegniamoci a rispettarle tutte in tutti i settori e a vivere la fede concretamente non da casa nostra o quando ci fa comodo ma sempre con una vera e seria partecipazione alla vita della Chiesa e della società senza scuse.
@unavoce – foto: fonte







