Gli sposi

 

Difficilmente si sente, nell’elenco dei santi, nomi di coppie di sposi ma vi assicuro che ci sono e mi vengono in mente due coppie – senza scomodare San Giuseppe e Maria o Sant’Anna e San Gioacchino, i nonni di Gesù – di santi più recenti come i beati Luigi e Zelia Martin (genitori di Santa Teresina) e i beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi.

Ora, nell’attuale società, il matrimonio è certamente in crisi e non solo quello religioso ma l’istituto matrimonio in genere, con ampliamenti o riduzioni del concetto, sta di fatto che vivere insieme sembra sempre più difficile e le statistiche di chi si sposa e di chi si separa sono a dir poco allarmanti.

Vivendo con i giovani vedo sempre più quanto questa realtà trovi difficoltà e limite nel fare questa scelta di vita. Molti rimangono conviventi o semplici abitanti nella stessa casa, senza ricercare figli e talvolta diventando un problema anche quell’aspetto.

Vivere insieme è sempre più complicato, lo vediamo nella società, nelle comunità, nei posti di lavoro, siamo individualisti, pretenziosi, egoisti e questo certo non aiuta una coppia o comunque la vita insieme, se non si guarda a questa dinamica come ad una opportunità per crescere insieme per mettere dei punti fermi di rispetto prima ancora dell’amore, di condivisione prima ancora dei doveri, credo che non andrà da nessuna parte. 

Per i cristiani la vita di coppia, è nel matrimonio sacramento, dove la semplice o complicata unione è sotto lo sguardo di Dio e si vuole consacrare questa vita insieme a Lui, pertanto se da questa unione da questo sacramento poi togliamo Cristo, per differenti motivi giustificandoci, allora si rischia il crollo di questa vita.

Vedo sempre più crescere questo limite, coppie giovani che non si sposano ma convivono, coppie di mezza età sposate che si separano e solitamente per motivi futili, alla ricerca di quella presunta libertà che pensano possa dare loro una opportunità e allora mi domando ma quale opportunità? Fare quello che si vuole?

Noi preti sull’argomento siamo criticati o loro prevenuti perché noi non siamo sposati ma per parlare di una realtà serve necessariamente viverla? per parlare di droga devo drogarmi? così per finalizzare e riflettere sulla vita di coppia non serve necessariamente essere sposati ma avere le idee chiare e sapere cosa volere e impegnarsi a viverlo nonostante le difficoltà. Ognuno segue la sua vocazione e anche tra di noi c’è chi lascia, chi non regge, chi nel cammino si perde, quindi è un problema dell’umanità che fatica a vivere insieme e se pur siamo “animali sociali” la vita di coppia pesa.

Allora come ricalibrare il cammino, la vocazione, la vita di coppia? Entrambi devono fermarsi a riflettere senza chiusure o superbie, soprattutto nelle coppie datate, riprendere in mano le motivazioni di quell’unione, la bellezza dei giorni felici e vedere quali i motivi, solitamente una scelta egoista, un raffreddamento dei sentimenti e ridurre ad abitudine vita e rapporto e se ci accorgiamo che Dio lo mettiamo in mezzo solo quando ci fa comodo o quando le cose non vanno, allora risolto l’arcano, abbiamo tolto dalla coppia l’Ospite che ha consacrato quell’amore e quell’unione e il castello crolla.

Nessuno ci ha detto che la vita è facile, quindi perché i nostri nonni, i nostri genitori hanno retto? altri tempi, altra società, … forse ma non solo, credo che avessero un senso del dovere e del rispetto dell’altra persona al primo posto. L’altro e non noi stessi era il fulcro della fedeltà. Ognuno di noi ha fatto delle scelte, ha seguito la sua vocazione e ci vuole responsabilità, impegno, fatica per viverla, pertanto dire “non ti amo più” è solo la conferma che non ti ho mai amato e che ho giocato con la vita delle persone. 

Queste due coppie, che vi ho citato in apertura, ci dicono che è possibile vivere felici questa dimensione della vita e se oggi l’impianto sociale non tiene, ricordo a tutti che anche in passato la coppia felice non esisteva per magia, ma solo per la serietà dell’impegno preso e anche e nonostante questo ci sono e ci saranno sempre cadute, ma l’amore se è vero non cambia ma si dona e si rinnova.

Cari sposi non abbandonate la preghiera, ne personale ne famigliare, educatevi alla fede ed educate alla fede senza pressioni ma con l’esempio, siate onesti nella vita, siate corretti con chi vivete. Siate caritatevoli, accorgetevi di quelli che abitano accanto a voi, la vostra casa sia accogliente e attenta, abbiate un respiro che non lega ma fa tornare e ritornare a quelle mura che fanno del vostro amore l’amore vero.

Voi sposi siete l’immagine di quel Dio nel quale crediamo che ha donato la vita per noi, se perdete questo riferimento, come in ogni vocazione, la vita si svuota e correremo da una parte all’altra alla ricerca della felicità pensando che sia nel distruggere quello che si è costruito.

@unavoce – foto: fonte

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