La liturgia

 

Anche noi cristiani, presi e avvolti dalle mille problematiche di questo tempo, rischiamo di perdere o confondere il grande dono della fede. Il vangelo diventa secondario alla nostra vita e con esso la partecipazione alla vita della Chiesa.

Uno degli aspetti, direi il più importante, da vivere e da cui partire per tutte le altre attività è la liturgia, cuore della preghiera. La liturgia è quel dialogo che ci unisce a Dio e non solo la preghiera personale e privata ma comunitaria, cattolica, tutti uniti con lo sguardo rivolto a Cristo. Molte volte siamo superficiali, non conosciamo bene e non ci informiamo, le catechesi ci stancano, il catechismo è una cosa lontana e non ci fa vivere la vita come vorremmo, la libertà è fare quello che si vuole senza minimamente confrontarci con la legge di Dio.

Ora, con questa lunga premessa perché vorrei introdurvi, ancora una volta, (già altri articoli e catechesi abbiamo parlato su queste pagine) al valore della liturgia, soprattutto alla bellezza spirituale della celebrazione Eucaristica, cuore della nostra fede, pertanto vi riporto un articolo che forse ci può aiutare a vivere meglio la nostra fede e con maggiore attenzione e devozione la partecipazione alla S. Messa. L’autore dell’articolo ci porta a riflettere sui segni che vediamo nelle nostre chiese e ai quali forse non diamo la giusta attenzione.

Quindi suggerito da questo articolo, del quale vi riporto un passaggio per rimandare poi ognuno di voi alla lettura integrale, credo che ci potrà aiutare a recuperare quel sapere che ci serve per meglio vivere la nostra fede e le nostre celebrazioni.

Impariamo a non essere superficiali a conoscere per vivere meglio i nostri momenti di preghiera comunitari come risorsa per la nostra anima per la nostra vita e per una nostra migliore partecipazione alla vita della Chiesa e della nostra comunità.

“«La liturgia non ha “scopo”. Essa non è un mezzo impiegato per raggiungere un determinato effetto, bensì – almeno in una certa misura – fine a sé. Nella liturgia l’uomo non guarda a sé, bensì a Dio; verso di Lui è diretto lo sguardo. Il senso della liturgia è pertanto questo: che l’anima stia dinanzi a Dio, si effonda dinanzi a Lui, si inserisca nella Sua vita, nel mondo santo delle realtà, verità, misteri, segni divini», Romano Guardini, Lo spirito della liturgia. In queste righe, Guardini pone il fondamento di ogni gesto sacro: la liturgia è il luogo dove l’uomo dimentica sé stesso per appartenere a Dio. Non è un insieme di riti, ma una forma di vita in cui il corpo, la voce, la materia — i segni — diventano linguaggio del mistero. Il teologo, nella sua opera giovanile, non vuole spiegare la liturgia ma restituirla alla sua trasparenza originaria: la Chiesa non parla con parole, ma con segni che contengono la grazia. Tutto, nel rito, rimanda oltre sé: la materia diventa simbolo, il gesto diventa rivelazione” … CONTINUA

Viviamo i segni che la liturgia ci propone con autenticità e dopo l’ “Andate in Paca” viviamoli nella nostra quotidianità.

@unavoce – foto@unavoce: L’altare della nostra Parrocchia

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