Ci faremo guidare in questo nuovo Anno Liturgico dai commenti al vangelo proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna, proveniente dalla Diocesi di Imola. Riproporremo dei commenti alla liturgia domenicale apparsi sul settimanale diocesano “Nuovo Diario Messaggero” dall’avvento 2010 sino alla fine dell’anno liturgico 2012. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione. (cfr. @unavoce – Il Biblista)
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Liturgia della Parola
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I DOMENICA DI AVVENTO
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. (Rm 13, 12)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano Portoso: “Vogliamo cominciare con gioia e con slancio il nuovo anno liturgico che inizia con questa prima domenica di avvento. Guardando alle letture possiamo ben dire di essere accompagnati in questo inizio da brani di una grande bellezza e chiarezza. La visione del profeta Isaia annuncia un futuro di speranza e di salvezza. Il brano termina con la celebre immagine degli uomini che trasformano gli strumenti di guerra in strumenti di lavoro (cf. v.4b). Il sogno di un’umanità riconciliata e fraterna, dove l’altro non fa paura, e dove al contrario si cerca e si desidera stabilire con l’altro delle relazioni di pace è possibile. Ma ciò può diventare reale solo se le controversie e i contrasti tra gli uomini, avranno come arbitro il Signore. Dio esercita questa funzione di giudice attraverso la sua Parola e il suo insegnamento. Quando gli uomini accoglieranno con sincerità di cuore quella Parola, si lasceranno giudicare e purificare da essa, allora i motivi di contrasto potranno essere superati. L’inizio di un nuovo anno liturgico ci ricorda anche che la vita cristiana è un perenne cammino: nella vita di fede e nell’avvicinarci sempre più alla salvezza. Ogni giorno che passa, intraprendendo un percorso autentico di fede e di sincero amore, ci avviciniamo a quella salvezza. San Paolo ci dice che ormai siamo alle soglie, siamo al termine della notte. Certo non è ancora pieno giorno, però non è più notte, abbiamo qualche luce sufficientemente forte per illuminare la nostra vita. Indossiamo allora le armi della luce (cf. v. 12), vestiamoci di Gesù Cristo (cf. v. 14), cioè delle opere buone, e lasciamo che tutto nella nostra vita venga illuminato dal Signore e dalla sua Parola. Solo così combatteremo le tenebre dell’egoismo e del sospetto, ed entreremo in quella logica di pace e di comunione che non ci farà trovare impreparati alla venuta improvvisa del Figlio dell’uomo”.








