Responsabilità
Quando si pensa alla popolarità si pensa al valore delle persona in se ma per noi sacerdoti i vescovi il papa e tutti quelli che hanno una funzione pubblica non vale solo la persona ma il suo ruolo.
In questi giorno seguendo il primo viaggio apostolico del Papa in Turchia e in Libano, dove ha incontrato tanta gente e con tanto entusiasmo, la cosa mia ha fatto piacere e riflettere. Nessuno conosce ancora bene il Papa, sappiamo quello che ci è stato detto: una vita bella, una famiglia bella, una vita di missione, un sorriso e una semplicità non formale ma sincera che non fa mancare la sua autorevolezza ed eleganza, ma questo riscontro è perché è Pietro, è il successore di Pietro è il vicario di Cristo sulla terra, ovviamente la propria personalità ha un grande ruolo, ma non è solo quello. Il successo viene dalla sua fede e dalla sua vita.
Noi sacerdoti vescovi papa non dobbiamo mai dimenticarlo che al di là delle nostre povertà e miserie rappresentiamo Gesù Cristo essendo mediatori tra il popolo e Dio nella preghiera, nell’Eucarestia, nei Sacramenti. Impressionante quanto un ruolo possa coinvolgere e da qui allora una responsabilità per chi tra noi ha ruoli pubblici religiosi o sociali, famigliari o di un gruppo, piccolo o grande che sia.
Responsabilità a non mancare in quello che dobbiamo testimoniare. Ogni giorno dobbiamo rinnovarci nel cuore e nello spirito, oltre che nel corpo per non perdere dentro di noi la gioia e la bellezza della vocazione che abbiamo e che ci è stata donata. Ogni giorno non dobbiamo mai cedere alla stanchezza della mente e del cuore, non è facile, l’umanità il più delle volte ha il sopravvento sulla funzione e la testimonianza che dobbiamo dare.
La preghiera personale sostenuta dalla preghiera del popolo santo, e per il papa da tutta la Chiesa, lo sorregge in questo suo Ministero Petrino nel confermare la fede di tutti noi. Pertanto popolarità non significa successo necessariamente. Nella nostra società moderna, dove le due dimensioni sembrerebbero andare di pari passo, guardando a questo evento che vi sto raccontando, ci ricorda che queste due azioni non sono spontanee e non indicano la stessa cosa, credo piuttosto che la popolarità nasca dalla serenità e felicità della persona che è felice della sua vocazione della sua vita e dove fa trasparire la bellezza di quello che svolge e non solo di quello che rappresenta.
Quindi, il vero successo non è nella visibilità, nei like messi sui social, nelle volte che si appare sui media, nel potere … ma la vera popolarità è in ciò che rappresentiamo e come lo rappresentiamo con la nostra vita, impariamo tutti questa responsabilità, sarà il primo annuncio dell’amore di Dio, il Vangelo vissuto.
@unavoce – foto: fonte







