Vuoto Culturale

 

L’incontro tenuto qualche tempo fa, del Papa con la sua università: la Pontificia Università Lateranense, ci offre l’opportunità di fermarci a riflettere sull’importanza della cultura e della formazione. Oggi in un modo che rischia di essere attento solo al profitto, sembra che l’aspetto culturale non porti da nessuna parte, non fa soldi, non ci aiuta a vivere e questo conduce ad un grande rischio diventando la vera schiavitù di oggi. Pensare che tutto è fine solo al guadagno, dimenticando la formazione e la riflessione seria sulle cose che ci circondano, ci può condurre a un vuoto culturale pericoloso.

Un disagio che registriamo che va da una parte, dalla richiesta di professionisti per ogni lavoro e dall’altra la mancanza di professionalità, improvvisandosi in ogni settore perché i tempi della formazione sembrano essere troppo lunghi e non portano a guadagni importanti immediati, così ci si adatta a fare cose per le quali non si è portati e senza voler impegnarsi a perfezionarsi con la lamentela poi che alcuni hanno guadagni superiori ad altri dimenticando che chi fatica e si prepara ha diritto a ricompense qualificate, ingenerando così tensioni e recriminazioni.

Ora, è importante conoscere e sapere, comprendere e fermarsi a riflettere su tutto e ognuno secondo i propri desideri e attitudini. La fatica della formazione è fatica proprio perché ci vuole impegno, dedizione e se da una parte possiamo pensare che non serva e che è tempo sprecato, all’altra si rischierà di rimanere solo dei superficiali, che sanno le cose solo per sentito dire o si fideranno solo del primo scritto sciocco che vien pubblicato, senza conoscere il prima e l’attuale e pensando di avere le soluzioni in tasca per tutto. Purtroppo questa superficialità la vediamo anche in chi ci deve rappresentarci in tutti i sentori della vita.

Sarà importante allora fermarci e ripensare le nostre scelte e questo vale anche per la nostra fede. Crediamo di sapere la teologia, la storia, la biblica … e purtroppo assistiamo anche a pubblicazioni, soprattutto di laici, che si spacciano per biblisti o teologi o … che non hanno la più pallida idea di cosa scrivono.

“Oggi abbiamo urgente bisogno di pensare la fede per poterla declinare negli scenari culturali e nelle sfide attuali, ma anche per contrastare il rischio del vuoto culturale che, nella nostra epoca, diventa sempre più pervasivo. In particolare, la Facoltà di Teologia è chiamata a riflettere sul deposito della fede e a farne emergere la bellezza e la credibilità nei differenti contesti contemporanei, perché appaia come una proposta pienamente umana, capace di trasformare la vita dei singoli e della società, di innescare cambiamenti profetici rispetto ai drammi e alle povertà del nostro tempo e di incoraggiare la ricerca di Dio”. (cfr. VaticanNews)

Possiamo pensare le cose in ottiche differenti ma per onestà intellettuale si deve fare ricerche e studi accurati per parlare, oggi invece tutti parlano di tutto, anzi pontificando con proclami e rivendicazioni. Un po’ di impegno umile e messo a buon fine per una seria formazione senza far finta di andare all’università o smettere gli studi o viverli in maniera superficiale con la complicità anche delle famiglie, sarà la vera svolta sociale, l’alternativa sarà una schiavitù. L’ignorare la cultura e i vari settori della vita, ci sottometterà ad altri senza la capacità di dialogo e di confronto.

Il vuoto culturale odierno, quindi come vi accennavo, si manifesta così, come un declino della cultura, causato da fattori come la massificazione, la globalizzazione, l’iperconnessione digitale e il consumismo, che rischiano di indebolire la consapevolezza storica, le tradizioni e la coesione sociale. L’eccessiva dipendenza da tecnologie digitali può compromettere le interazioni sociali e i ritmi di vita, mentre il consumismo può portare a un appiattimento dei valori e a un’eccessiva focalizzazione sul materiale, offuscando il ruolo della cultura come motore di coesione e innovazione. 

Ora, non tutto possiamo sapere, ovviamente, ma qualificarsi e prepararsi per settori sarà la vera svolta culturale e professionale. Non si può banalizzare tutto, il rischio sarà non sapere nulla e lamentarci in continuazione. Conosci, impara, studia, dedicati alle cose, preparati professionalmente nel lavoro che desideri svolgere, non pensare solo al guadagno ma alla serietà del tuo pensiero e della tua vita, non è vero che i soldi ti fanno realizzare le idee, sono le idee che ti porteranno a concretizzare la tua vita.

@unavoce – foto: fonte

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