Liturgia della Parola

IV di Avvento

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

IV DOMENICA DI AVVENTO

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. (Mt 1,23)

 

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Siamo all’ultima domenica di avvento e le letture ci raccontano, se vogliamo anticipando, il centro dell’evento del Natale. Protagonista del Vangelo odierno è la Sacra Famiglia, ovvero Giuseppe, Maria e «il bambino che è generato in lei» (v. 20); da ognuno di questi personaggi possiamo imparare qualcosa per vivere al meglio il Natale ormai alle porte. Di Gesù ci viene svelato il suo nome, un nome che indica la sua totale appartenenza a Dio e, nello stesso tempo, la missione che egli porterà a compimento: Gesù significa “il Signore salva” (v. 21), è l’Emmanuele, il Dio con noi (v. 23). Per questo possiamo dire che vivere il Natale tutto l’anno significa accogliere giorno dopo giorno la salvezza da lui donataci. Di Maria se ne parla quasi indirettamente, e si ricorda l’episodio dell’annunciazione. La Vergine, di cui abbiamo un accenno anche nella prima lettura, ci insegna ad essere docili ai comandi del Signore e a fidarci della sua Parola. Ma la figura centrale oggi è quella di Giuseppe. Di fronte a questo evento, scandaloso se letto coi semplici occhi umani, egli non reagisce impulsivamente ma si comporta da uomo giusto (cf. v. 19), che nell’accezione biblica significa uomo capace di vivere nella giustizia, nella pace, nell’amore fraterno fino alla compassione e al perdono. In questo episodio evangelico è espressa tutta la sua grandezza, egli vive la sua fede-obbedienza: come Maria, egli ha fatto totalmente spazio in sé alla volontà di Dio, accettando di compiere anche ciò che non comprendeva pienamente. Utilizziamo questi pochi giorni che ci separano dalla grande festa del Natale per imparare a vivere ancora più in profondità, nel nostro personale cammino di fede, la fiducia alla Parola di Dio e alla sua volontà. Allora l’incarnazione di Dio sarà così per noi salvezza e speranza, la venuta del Signore non “passerà” inutilmente”.

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