del Signore

 

Si avvicina il giorno del Santo Natale, sicuramente è la festa più sentita e vissuta da tutti, indipendentemente dalla fede o dal credo. Per tutti sono giorni di famiglia, di serenità o che si vorrebbero tali, per tutti sono giorni di festa anche per chi non crede o ateo.

Il “Natale del Signore” celebra la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre, una data scelta per sovrapporsi ad antiche festività pagane come i Saturnali e la nascita del “Sole Invitto”. Le tradizioni cristiane più diffuse includono il presepe (associato a san Francesco d’Assisi) e l’adorazione dei pastori e dei magi. Molte usanze moderne, come l’albero di Natale, lo scambio di doni e le decorazioni luminose, hanno radici in tradizioni pre-cristiane nordiche e romane, che si sono poi fuse con le celebrazioni cristiane. 

Non cristiani non perdiamo il senso profondo e religioso di questo giorno, le tradizioni locali e famigliari devo celebrare questo mistero e non releghiamolo solo ad un fatto esterno ma viviamolo spiritualmente con la preghiera. Non perdiamo la S. Messa della Veglia e quella del giorno di Natale, è il momento centrale da cui scaturiscono poi le azioni, i gesti e le attività di questi giorni: regali, pranzi, incontri per gli auguri … I doni che ci scambiamo sono il simbolo del vero dono che è Cristo, le luci e i colori, le tavole imbandite sono il segno della festa e del desiderio di stare insieme e di condividere la bellezza della vita.

“Fin dall’inizio i cristiani celebravano quanto il Signore Gesù aveva compiuto per la salvezza dell’umanità. Lo faceva ogni domenica, nella “Pasqua settimanale” e, come festa annuale, la domenica dopo la prima luna piena di primavera, la Pasqua. Con l’inizio del IV secolo, il calendario liturgico comincia a cambiare, dando valore anche all’esperienza “storica” di Gesù: il Venerdì Santo per ricordare la morte di Gesù, e quindi l’Ultima Cena … e in questa dinamica, il Natale, la nascita di Gesù, della quale nel 336 ne abbiamo la prima testimonianza, alla quale poco dopo seguirà la festa orientale natalizia dell’Epifania, il 6 gennaio. La data era legata alla festa civile pagana del “natale del sole invitto” (Natale Solis Invicti) che l’Imperatore Aureliano aveva introdotto nel 274 a onore della divinità siriaca del Sole di Emesa, fissata appunto il 25 dicembre. La solennità di Natale è l’unica celebrazione con quattro Messe: quella della vigilia, della notte, dell’aurora, del giorno, e i testi sono uguali per tutti e tre gli anni liturgici. Una scelta che mira a approfondire e valorizzare, quasi al rallentatore, l’Avvenimento che ha cambiato il corso della storia: Dio si è fatto uomo”. (cfr. VaticanNews)

Non fatevi mancare in casa il presepe che ci ricorda il mistero che celebriamo, l’albero il segno della festa, lo scambio di auguri con un biglietto scritto a mano e non un semplice sms sul telefono, ritorniamo a quella bellezza semplice e umile del calore domestico, del voler stare insieme a condividere la festa con il partecipare alla S. Messa insieme a tutta la famiglia per poi trovarsi attorno alla tavola per condividere il pasto e prima di iniziare, il capo famiglia o chi più ritenete, fermatevi a fare una preghiera di ringraziamento per i doni ricevuti, non dimenticatevi dei poveri, aprite il vostro cuore e la luce del Natale risplenderà la vostra vita e la vostra casa.

@unavoce – foto: fonte

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