e la Kalenda di Natale

“Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio” (S. Agostino)

 

Con la solennità dell’Immacolata Concezione, il presepe della nostra Chiesa, Parrocchia dei Militari “Madonna di Loreto”, è stato inaugurato e benedetto per accompagnarci in tutti questi giorni del tempo di Natale e il presepe è un segno importante: ci ricorda che siamo parte di una meravigliosa avventura di Salvezza in cui non siamo mai soli e che, come diceva Sant’Agostino, «Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio, […] perché l’uomo abitatore della terra potesse trovare dimora nei cieli» (Sermo 371, 1). Diffondete questo messaggio e mantenete viva questa tradizione. Sono un dono di luce per il nostro mondo che ha tanto bisogno di poter continuare a sperare. Grazie, grazie davvero a tutti voi per il vostro impegno! Benedico di cuore voi e le vostre famiglie”. (cfr. Papa Leone XIV)

La tradizione del presepe si diffuse in Italia poi con il presepe realizzato da San Francesco di rientro dal suo viaggio in Terra Santa dove lo mise in atto a Greccio era il 1223 e da allora nella nostra tradizione le raffigurazioni richiamano quel tipico ambiente, aggiungendo poi nelle varie regioni, modelli, personaggi e ambienti tipici delle varie zone.

Nella dinamica dell’inclusione oggi si dimentica il fondamento di questo atteggiamento che non significa eliminare ma vivere nel rispetto reciproco, ecco perché vi parlo del presepe e vi invito a realizzarlo nelle vostre case, senza vergona, senza polemiche ma con il desidero di non perdere le nostre radici cristiane e il senso cristiano i questa fesa.

Ora, il presepe realizzato nella nostra chiesa ha una scenografia semplice ed è posizionata sotto l’altare. E’ composto da un arco romano realizzato da un mastro presepiaio locale, in carta pesta e polistirolo abilmente lavorati sullo stile del tradizionale presepe settecentesco partenopeo e da una pianta di cedro sempre realizzata con un tronco originale e rami sintetici creando lo spazio dove sono posizionate le artistiche statue. Una serie di personaggi della tradizione: pastori di vario genere con pecora sul collo, il pifferaio, il pastore in preghiera, il contadino e le donne, la venditrice di verdure e frutta, la portatrice di stoffe, la donna con gli otri d’acqua e poi non poteva mancare l’angelo che annuncia la nascita posizionato sull’arco e in lontananza i re magi con il cammello. Le teste, le mani e i piedi sono modellati in terracotta e la coloritura è eseguita con pittura acrilica e rivisteti di abiti in tessuto alti circa 25 centimetri. Al centro della composizione trovano posto Maria, San Giuseppe e il Bambinello in una foggia particolare, la Vergine Maria è sdraiata con accanto Gesù bambino e campeggiano, con Giuseppe, sotto l’arco romano. Il presepe è stato realizzato dal personale della base. Le statue artistiche sono una produzione della Ditta Nicola Arte Presepiale, di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli).

Ora, ti invito ad inviarci la foto del tuo presepe, faremo un album, sarà bello vedere e condividere le vostre realizzazioni:

le****************@*************ti.it

Nella S. Messa vespertina della viglia contempleremo e celebreremo il Natale del Signore e la rappresentazione ci aiuterà ad entrare nel mistero di Dio che si fa uomo in questa veglia che ci apre al natale si reciterà secondo la tradizione la Kalenda di Natale un testo che si trova nel “Martirologio, il libro liturgico in cui sono elencati i santi di cui si fa memoria ogni giorno dell’anno. La Kalenda prende il nome dalle prime parole del testo latino kalendae che è il primo giorno del mese, pertanto il Natale è indicato come l’ottavo giorno prima della kalenda di gennaio, cioè una settimana prima del suo inizio. Il testo della Kalenda cita alcuni eventi storici molto precisi, quasi con una preoccupazione ad indicarne il tempo e il luogo (gli anni trascorsi da tali eventi e addirittura i mesi della gestazione nel grembo di Maria…Ur dei Caldei, Egitto e Betlemme). Questa precisione ha un chiaro significato: Cristo è nato davvero nella carne e in lui tutta la storia trova senso. Particolare – e non inutile – è il riferimento alla luna, cioè la fase lunare che, ovviamente, cambia ogni anno. C’è dunque, sin dall’inizio della Kalenda, il richiamo all’oggi perché la liturgia non è un vago ricordo di eventi passati ma la certezza della presenza di Cristo nel mistero celebrato”. (cfr. diocesidicomo)

@unavoce – foto: Il presepe nella nostra Parrocchia

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