e la vita
Il mondo sembra sull’orlo di un baratro e dimentico del passato sia lontano che recente. Pertanto è nostra e sarebbe di tutti responsabilità fare memoria e non solo per ricordare e celebrare, ma per non dimenticare. Il mondo sembra solo concentrato sugli interessi economiche e di potere e “soffoca l’amore”. Il Papa unica voce che richiama al disarmo, alla pace, alla fratellanza, una voce inascoltata ma non per questo meno forte e che deve scuotere il cuore di tutti.
Ognuno è chiamato a seminare pace, pace di parole e di gesti, disarmare con gesti di bene la violenza e l’odio, disarmare con la carità e l’attenzione parlando di bene costruendo ponti, aprendo gli occhi senza giudizio e pregiudizio, senza risentimenti e senso di vendetta. Lasciamo cadere le armi dell’odio e della violenza, aiutiamo a rispettarci e rispettare regole e indicazioni, impariamo a fidarci gli uni degli altri, impariamo a rimettere Dio al centro, solo Lui può cambiare i cuori, preghiamo che lo Spirito Santo illumini le menti di tutti e tutti abbiamo il dovere di aiutare lo Spirito Santo ad entrare nei cuore dell’umanità.
Aiutiamo l’umanità a recuperare la dimensione spirituale, diversità di lunghe di culture di religione di filosofie ma tutti con un unico ideale: vivere in pace su questa terra sapendo che è un dono ricevuto e che dobbiamo riconsegnare, sapendo che il tempo è per tutti un tempo scritto e nessuno porterà con se nulla, quindi non vale la pena ma vale invece la pena custodire per lasciare un segno di amore di convivenza di fratellanza su questo giardino che abbiamo, rispettandolo amandolo e conservandolo.
La genialità umana, quella reale, nella storia dell’umanità e il progresso, siano a servizio dell’uomo e non per dominarlo o renderlo schiavo. Abbiamo sotto mano mille possibilità, che nella libertà dimenticando responsabilità, etica, professionalità, amore, rischiamo di soccombere a noi stessi illudendoci di essere moderni, che libertà significa fare quello che si vuole e quando lo si vuole … ma con onestà intellettuale e non servono titoli di studio, comprendiamo che questo rischia di diventare un male e non è progresso ma limite che ha risvolti solo fine a ste stessi o a pochi con interessi di potere o economici.
Nel progetto di Dio, con buona pace degli atei, queste capacità sono e devono essere messe a frutto per amare e lasciarsi amare e non come burattini ma come figli capaci di libertà, una libertà che ci condiziona per le origini ma che ci fa veri umani e questo ci poterà ad errori e cadute, ma anche a scegliere il bene e non solo il nostro bene ma il bene comune, e questo è compito e responsabilità di tutti.
Riprendiamo la strada con coraggio, determinazione e responsabilità, parliamo di pace, comunichiamo pace, pubblichiamo sui social, che tutti abbiano parole di bene di pace, di amore di convivenza rispettosa … sarà il nostro contributo per essere “segno di vicinanza spirituale e di richiamo ai valori della pace, della speranza e della fraternità” (cfr. VaticanNews), come sta facendo anche la Santa Sede con i messaggi del Papa riempiendo la pubblicità per le strade con parole che uniscono e invitano a vivere in pace tra di noi, solo così saremo felici noi oggi e i figli dei nostri figli per generazioni.
@unavoce – Foto: fonte







