Con gli occhi di Dio

 

Talvolta la realtà che servo, ormai da diversi anni, mi fa riflettere. Un dimensione di Chiesa particolare per il caratteristico servizio che svolgono i fedeli di questa realtà delle Forze Armate che ci pone delle domande di autenticità di presenza di stile di vita di Chiesa.

Non solo abbiamo comunità sparse sul territorio, ma numericamente piccole non tanto come scelta religiosa, che ancora regge, ma come frequentazione nelle nostre chiese. I numeri sono ridotti e può essere talvolta sconfortante, ma la logica dei piccoli numeri o delle celebrazioni più modeste non scoraggia l’impegno alla evangelizzazione alla presenza alla vita sacerdotale che prende risvolti differenti dalle abituali comunità parrocchiali territoriali avendo un respiro più grande di provenienze, tradizioni e culture.

La logica dei piccoli numeri come ha recentemente ricordato il Papa in vista in Turchia nel suo primo viaggio apostolico, dove parla di “piccolo gregge” che deve avere uno sguardo evangelico, con gli occhi di Dio per “scoprire e riscoprire “che Egli ha scelto la via della piccolezza per discendere in mezzo a noi”. L’umiltà della piccola casa di Nazaret dove una ragazza ha detto il suo sì permettendo a Dio di farsi Uomo, la mangiatoia di Betlemme con l’Onnipotente diventato un neonato completamente dipendente dalle cure di un padre e di una madre, la vita pubblica del Nazareno trascorsa predicando di villaggio in villaggio in una provincia agli estremi confini dell’impero, al di fuori del radar della grande storia …  Il Regno di Dio, “non si impone attirando l’attenzione”. E in questa logica, nella logica della piccolezza, sta la vera forza della Chiesa. La Chiesa si allontana dal Vangelo e dalla logica di Dio quando pensa che la sua forza sia nelle sue risorse e nelle sue strutture o quando fa consistere i frutti della sua missione nel consenso numerico, nella potenza economica, nella capacità di essere influenti nella società. “In una comunità cristiana dove i fedeli, i sacerdoti, i vescovi, non prendono questa strada della piccolezza, manca futuro… perché Dio germoglia nel piccolo, sempre nel piccolo”. (cfr. VaticanNews)

Credo che queste parole incoraggino tutti noi a non perderci d’animo e vivere i piccoli momenti con grande intensità viverli con la sacralità la dignità e la solennità dei grandi numeri sapendo che il protagonista è Cristo e non noi. Noi siamo Suoi figli e pochi o tanti siamo alla ricerca del Suo sguardo che scalda, che aiuta che rincuora il nostro cammino. Così viviamo la nostra comunità, così con fervore e impegno frequentiamo la nostra Parrocchia.

@unavoce – foto: fonte