Liturgia della Parola
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II DOMENICA DOPO NATALE
«La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1,5).
Meditiamo la Parola con Sr. Marinella op: “Ritorna nella seconda domenica di Natale l’inno che apre il Vangelo di Giovanni e che abbiamo già ascoltato nella messa del giorno del 25 dicembre. Si tratta di una ripetizione preziosa, perché ci richiama al senso della festa che ogni anno celebriamo: la concretezza dell’amore di Dio, che prende la nostra carne umana e si fa presenza tangibile e definitiva nella nostra vita. La liturgia della parola di questa domenica pone al centro la sapienza di Dio. Già nell’Antico Testamento la sapienza di Dio tendeva a essere personificata; nel prologo del Vangelo di Giovanni questa personificazione si può considerare compiuta. La Parola di Dio che si è fatta carne in Gesù di Nazaret è questa Sapienza, che si manifesta a coloro che l’accolgono come Luce, come Via, Verità e Vita. Questa rivelazione è dunque per tutti, ma non tutti si aprono ad essa: le tenebre non hanno accolto la Luce. La gloria di Dio che si è resa visibile nel mistero dell’incarnazione indica una presenza che è autorevole: Dio si è reso visibile, presente, e tale presenza non può passare inosservata. Tale gloria è visibile a noi proprio per il fatto che Gesù è il Figlio unigenito del Padre. L’aggettivo “unigenito” indica non una priorità, un primato, ma una vera e propria unicità, nel modo in cui Gesù è Figlio. E la gloria è manifestazione del Figlio in quanto tale, rispetto al Padre, che è il Dio la cui gloria si è già manifestata in modo velato nell’Antico Testamento: nell’incarnazione la stessa gloria di Dio è manifestata nella presenza del Figlio unigenito di Dio. In questa manifestazione c’è la pienezza della grazia e della verità. Dove con “grazia” si intende il favore, il dono della vita divina che è dato all’uomo proprio in virtù dell’incarnazione. La “verità”, ha una forte attinenza con la rivelazione e il manifestarsi di Dio in Cristo Gesù, il quale è, egli stesso, la Verità di Dio, è la Via che conduce a Lui, è la Vita stessa, per cui chi vede Lui vede il Padre, poiché i due sono una cosa sola. E Gesù è venuto proprio a rendere testimonianza a questa Verità, che viene da Dio ed è nascosta agli uomini, ma resa accessibile in Lui. Il contenuto di questa verità è la grazia stessa, cioè il progetto salvifico del Padre di donare la sua vita, partecipandola a tutti gli uomini, che hanno creduto nella Parola ed hanno deciso le loro vite per Dio, la cui grazia e verità si sono manifestate in Cristo Gesù, la Sapienza di Dio che ha assunto la nostra carne umana. (cfr. Sr. Marinella op)








