Per vivere di Cristo

 

Per essere felici bisogna essere umili, in alcuni Discorsi del Vescovo di Ippona Sant’Agostino sulla festività del Santo Natale del Signore, due parole appaiono ad aiutarci a meditare questo vento che ha cambiato la storia e a realizzato il piano di Dio per la nostra salvezza: umiltà e gioia.

“Umiltà, altra parola-chiave per comprendere il senso dell’Incarnazione. Nell’opera La vita cristiana scriverà: «Per curare la superbia, causa di tutti i mali, è disceso e si è fatto umile il Figlio di Dio. Dio si è fatto umile per te. Forse ti vergogni di imitare un umile uomo, imita almeno il Dio umile. È venuto il Figlio di Dio, è venuto in forma umana e si è fatto umile». È la via dell’umiltà, dunque, che permette all’uomo di prostrarsi, adorare, l’umile degli umili, Dio che diviene carne, «forma umana». Ma insieme all’umiltà è necessario citare un’altra parola: la gioia. Chi è umile è nella gioia e il Natale insegna proprio questa umiltà. Si tratta di una gioia “democratica”, così si definirebbe oggi, in quanto accessibile per tutti perché ognuno è chiamato a vivere, a gustare l’odierno giorno di festa. Così, nel Discorso 184: «Esultate, vergini consacrate: la Vergine vi ha partorito colui che potete sposare senza perdere l’integrità. Esultate, giusti: è il Natale di colui che giustifica. Esultate, deboli e malati: è il Natale del Salvatore. Esultate, prigionieri: è il Natale del Redentore. Esultate, schiavi: è il Natale del Signore. Esultate, liberi: è il Natale del Liberatore. Esultate, voi tutti cristiani: è il Natale di Cristo»”. (cfr. VaticanNews)

In questi ultimi giorni del tempo di Natale che ci accompagnano alla festa del Battesimo di Gesù, le parole di Sant’Agostino, riscaldano il nostro cuore e orientano il nostro impegno. Due parole che fatichiamo a vivere una perché la ricerchiamo e non riusciamo ad ottenerla pienamente e l’altra perché sembra non essere congeniale nel mondo attuale.

Ricercatori affannati di gioia senza trovarla perché la cerchiamo nelle cose e non nelle persone e pur pensando che sia nelle persone la vera gioia dimentichiamo di vedere in esse l’immagine di quel Dio in cui crediamo e non rispettiamo non ci doniamo veramente e umiltà atteggiamento che diciamo a parole ma che non riusciamo a vivere perché emerge più la nostra ambizione, la nostra superbia, il nostro protagonismo piuttosto che mettere al centro della nostra vita Cristo.

Ora carichi di questa riflessione lasciamoci ispirare per vivere la nostra vita con questi due elementi, vivere una vita umile che non significa nascondersi non fare o evitare ma immergersi nella vita con uno sguardo da bambini capaci di stupirsi di tutto e di tutti e così facendo creeremo gioia in noi e gioia attorno a noi. “Chi è umile è nella gioia”.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui