Superare per proseguire
L’orgoglio offusca la realtà stessa e l’empatia verso il prossimo. Non a caso all’origine di ogni conflitto vi è sempre una radice di orgoglio. Come ho avuto modo di ricordare nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, «si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura», aprendo così la strada alla logica dello scontro, prodromo di ogni guerra. (cfr. VaticanNews)
Un male diffuso in tutti, singole persone e interi popoli, l’orgoglio è la causa di sofferenza e di dolore, di guerre e di divisioni, di violenze di abusi, l’orgoglio che fa togliere Dio dal mondo dimenticando la dimensione spirituale in nome di una libertà che diventa schiavitù di parole di atteggiamenti di scelte che invece di unire dividono, invece che essere porta per costruire dialogo e amicizia, creano fratture sempre più grandi e gravi.
Orgoglio, un male che si annida nel cuore dei popoli e dei singoli, orgoglio che dobbiamo contrastare con l’amore con la passione con la pazienza con il dialogo sincero rispettoso. Solo così riusciremo a contrastare la guerra, la vera deterrenza non sono le armi ma i cuori e le menti oneste i linguaggi puliti e sinceri di ogni persona in ogni ambito della vita.
Questo il compito pertanto di ognuno di noi che viviamo accanto ai militari in una terra baciata dal Signore per le tante risorse umane naturali e culturali, operiamo perché siano cuori capaci di costruire pace con il loro servizio con la loro presenza con i loro volti e noi così li vediamo ricchi di una storia che ha costruito democrazia e libertà
Le nostre Forze Armate non parlano di potere ma di servizio di attenzione, sono mediazione nei dialoghi e la nostra presenza in Patria e nei teatri operativi è un ponte nobile pulito umile e onesto di giovani che nella loro divisa servono questi valori perché arrivano da famiglie con valori trasmessi al focolare domestico e dall’esempio dei loro cari. La famiglia è il cuore di questa educazione al bene alla pace alla fratellanza.
Vi rimando al discorso pronunciato dal Santo Padre Papa Leone XIV al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede in occasione degli auguri per l’inizio del nuovo anno, scorgerete nelle sue parole, non solo un analisi del mondo ma anche la via per poter ricominciare a vivere in pace, attraverso la buona volontà e l’umiltà di tutti, mettendo al primo posto l’uomo e non gli interessi di singoli o fazioni.
Preghiamo per la pace, operiamo per la pace, serviamola partendo da noi dalle nostre famiglie dalle nostre comunità per contagiare il mondo di bene di bello e di amichevole.
@unavoce – foto: fonte







