Apri la porta del cuore
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino” (Gv 2, 3)
Accorgersi di chi e di cosa ci circonda ormai è diventa un’arte per pochi. Tutti siamo distratti dalle cose della vita e va bene perché viviamo questa vita ma il rischio è che vivendola non ci accorgiamo se non di quello che ci interessa e così perdiamo sorrisi e sguardi, bellezza e movimenti della vita e delle persone anche di quelle che ci vivono accanto. Siamo talmente riversati su noi stessi che tutto diventa limite e noia, anche le scelte di vita fatte: matrimonio che non durano, amicizie che finiscono, attività che si spengono … siamo come assorti in un limbo dal quale non riusciamo a rialzare la testa ma solo guardare a noi stessi e alle cose che non vanno, senza accorgerci di quelle che vanno bene, di tanti doni che ci circondano.
Siamo distratti dalle persone anche quelle più vicine, siamo distratti dalle presenze che ci circondano, non vediamo non sentiamo e questa distrazione rischi di diventare anche verso noi stessi, una distrazione che non ci porta a riflettere sulle cose importanti ma solo ad avere uno sguardo superficiale ed emozionale ma che passa subito e ritorniamo nella nostra apatia, senza lasciarci coinvolgere, appassionare, senza avere compassione se non di situazioni lontane dimenticando quelle vicine.
Mi tornano alla mente le parole del vangelo di Matteo al capitolo 24 nei versetti 37-44 “non si accorsero di nulla finché venne il diluvio” e Gesù invece ci invita a stare attenti, ad accorgerci a tenerci pronti, non perché accade qualcosa di brutto ma per accorgerci di un incontro, l’incontro con Lui che cambia la storia, cambia la nostra vita, allora questa è la tensione e l’attenzione che dobbiamo avere vivendo la nostra vita.
L’attenzione è un arte da coltivare e per coltivarla dobbiamo imparare a stupirci di quello che ci circonda, di chi ci circonda: volti, sguardi delle persone, bellezza delle cose che ci circondano e ci avvolgono superando la distrazione ma stupendoci del cielo, della terra, del mare, dei fiori, della musica, dei colori …
L’attesa allora deve essere un attesa di quando ognuno di noi incontrerà il Signore, non sappiamo quando, dove e come e allora tenersi pronti, attenti e capaci di accorgerci, capaci di stupirci ci darà la possibilità di aprire la porta del nostro cuore per accogliere il Signore che ci cerca che vuole entrare nella nostra vita.
@unavoce – foto: fonte







