Senso civico

 

La cultura fa la differenza, la scolarizzazione fatta con intelligenza dove la famiglia interagisce con la scuola fa la differenza. Solo con una seria educazione che parte da casa, dai valori trasmessi in famiglia, risaneremo la nostra società che sta scivolando verso il baratro. Una società egoista che sa solo gridare ma che non rispetta niente e nessuno in nome di ideali che se pur validi sono trasmessi in modo violento ed esagerato invece che in modo pacifico e intelligente con regole e rispetto reciproco. Assistiamo purtroppo invece a immigrati irrispettosi a cittadini superbi e vendicativi che chiedono la pace in giro per il mondo e creano guerriglia cittadina e tutti che non rispettano le regole base della convivenza. Regole e rispetto, giusta e punizione a chi non sa vivere in società è la strada da perseguire. Il perdono e il bene sono da seminare tra i cuori delle persone ma non un perdono bonario ma consapevole dove chi è ripreso comprenda il limite dei suoi egoisti e delle sue parole e la giustizia sia fatta nella verità e nelle azioni che ne conseguono. La legge va rispetta da tutti e se alcuni non lo fanno abbiamo il dovere di garantire che le nostre istituzioni possano con onestà e obiettività dirimere le questioni ma tutto parte dal singolo, parte da un senso civico da un saper convivere insieme dove la “comunione non è sinonimo di uniformità, ma le differenze sono la grammatica dell’esistenza” pacifica e fraterna. Ognuno di noi è chiamato ad essere rispettoso delle regole comuni, senza scuse o deroghe, tutti dobbiamo avere attenzione per tutti e aiutarci gli uni gli altri, certo è che “chi non vuol lavorare neppure magi” e non rompere le vetrine o rubare nei supermercati.

La bellezza della nostra terra è data dalla bellezza del cuore delle persone, dall’eleganza dei gesti e dei modi, la ricchezza della nostra terra è data dal rispetto reciproco e chi non sa stare insieme nella società, pensandosi migliore e fa il prepotente, allora deve essere messo in condizione di comprendere che deve fare un cammino di riqualificazione del suo essere cittadino.

La fede e la religione, la politica o ogni ideale, deve essere vissuto come occasione di bene di bello e di convivenza civile e non di divisione. Discorso che condividiamo idealmente ma che poi nel quotidiano non viviamo. Le famiglie non educano più, la scuola ha paura di parlare e di imporre regole, lo stato sembra avere le mani legate, la giustizia sembra seguire altre strade e i così detti diritti diventano limite al diritto stesso. La libertà diventa una zona di guerra nelle nostre strade, la buona educazione un qualche cosa che appartiene al passato e la gente non ragiona più. Zero regole, nessun rispetto per niente e nessuno e senza impegno da parte di tutti non si andrà da nessuna parte. Riprendiamo questo cammino di educazione, di conoscenza, di studio, questo ci permette di vivere nel bene e nella pace con tutti e tra tutti.

E’ questa una situazione che si sta generalizzando ma non è di tutti, per fortuna e sono più le persone culturalmente preparate ed educate e che vengono da buone famiglie che abitano la nostra terra ma quello che vediamo in giro, per le nostre città, ci preoccupa e allora dobbiamo aiutarci a riprendere in mano la vita e lo stile delle nostre vite con serietà, con semplicità e recuperare quei valori che sembrano del passato ma che fanno la dignità di ognuno di noi, delle nostre origini,  delle nostre terre. Il “bel paese” che abitiamo è bello nella misura in cui sa valorizzare e convivere nel rispetto delle regole. Facciamoci tutti protagonisti responsabili, non vendicatori isolati ma cittadini responsabili, cristiani seri o di qualsiasi religione o fede, o estrazione politica o qualsiasi ideologia abbiamo, ma vissute con serietà e responsabilità. Il senso civico va recuperato, la responsabilità dei nostri gesti e delle nostre parole, l’autenticità della nostra fede vanno ripresi seriamente e vissute nella nostra vita, costruire la pace parte da noi da casa nostra.

@unavoce – foto: fonte

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