Liturgia della Parola

II Tempo Ordinario

 

 

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I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.

 

II DOMENICA TEMPO ORDINARIO

«Io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Gv.1, 34).

Meditando la PAROLA con don Marco Giordano Portoso: “Riprende il tempo ordinario e, provvidenzialmente, ad accompagnarci nel nostro percorso di fede troviamo ancora una volta Giovanni Battista, colui che in modo eminente in avvento ci aveva preparato a festeggiare il Natale. Il suo ruolo viene da lui esplicitato proprio nelle parole che chiudono il brano evangelico di oggi: «Io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (v. 34).  Possiamo ben dire che il rendere testimonianza è un tema molto forte in questa liturgia della Parola. Anche Isaia infatti nella prima lettura deve spronare Israele ad essere portatrice a tutti della salvezza del Signore: «Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra» (v. 6). Ma con ancora più importanza queste letture stimolano noi stessi a fare un breve esame di coscienza su quanto e con che intensità testimoniamo il figlio di Dio negli ambienti in cui viviamo. Israele viene spronata ad aprirsi alle nazioni straniere per portare loro il volto di Dio e viene ammonita sulle sue eventuali chiusure, così anche noi siamo chiamati a testimoniare senza vergogna, innanzitutto con la vita, poi anche con le parole, Gesù Cristo. Per essere efficaci testimoni dobbiamo per primi credere e poi annunciare che in Gesù Dio viene incontro ad ogni uomo, che lui è l’Agnello di Dio (v. 29) che prende su di sé i nostri peccati e ci libera, che in lui Dio si fa conoscere e ci chiama ad una conversione sincera per farci incamminare rettamente verso la santità. Davvero le parole del Salmo 39, che recitiamo come Salmo Responsoriale, devono diventare un inno della nostra vita di fede, una sintesi molto bella di come il Signore è attento e premuroso verso chi si abbandona in lui”.

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