La vita cristianamente
“Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.” (S. Francesco d’Assisi)
Accettare la vita in modo cristiano significa accoglierla con fede e speranza, vedendo ogni evento gioioso o doloroso come parte di un disegno divino, senza rassegnazione ma con coraggio e trasformazione, seguendo l’esempio di Gesù Cristo, amando il prossimo, cercando la giustizia e vivendo secondo i comandamenti e la Parola di Dio, trasformando le difficoltà in occasione di crescita spirituale e testimonianza e questo non significa passività, ma un’azione di adesione alla volontà di Dio, armandosi della mentalità di Cristo per superare ansie e tribolazioni.
Ora, gli atteggiamenti che dobbiamo assumere sono quindi quelli di fede e fiducia. Credere che Dio abbia un piano d’amore per ciascuno, anche nei momenti di sconforto, affidandosi a Lui come ci ricorda il Profeta Isaia: “Poiché tu sei prezioso ai miei occhi, poiché sei pregiato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita” (Isaia 43.4), diventando sempre più docili alla Parola di Dio per vivere la giustizia e la carità sapendoci perdonare. I testi sacri che leggiamo alla domenica alla celebrazione ci debbono accompagnare nella settimana per imparare a vivere come Cristo ci ha insegnato.
La difficoltà è nell’accettare la realtà così com’è e quando qualche cosa di male appare all’orizzonte questa fede va messa in campo maggiormente, accettando come dicevamo non per rassegnazione ma come presupposto per vivere gli insegnamenti di Cristo. Quindi imparando ad armarsi con la stessa mentalità di Gesù, che non si angosciava e non peccava, per affrontare le prove, “Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che cioè colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato” (1 Pietro 4:1).
Pertanto la domanda che potremmo farci allora è: come mettere in pratica questo stile di vita, come guardare la vita con occhi di fede? La prima cosa sarà cercare di cogliere il significato di ogni evento, lieto o triste, senza fermarsi all’effetto o al risultato immediato e superficiale di un bene per quel momento ma con uno sguardo più alto in una prospettiva più lunga.
Quindi per essere protagonisti della propria storia bisognerà impegnarsi a costruire fraternità e portare pace, bellezza e grazia, senza vivere da “addormentati”, attraverso la capacità di sapersi donare agli altri, portando il proprio contributo al mondo e prima ancora a chi ci sta accanto, attraverso la fedeltà ai piccoli e grandi gesti, attraverso la preghiera, la confessione e la presenza di Dio attraverso la vita liturgica e di preghiera e formazione della Chiesa.
Per riuscire in questo cammino dovremo imparare ad essere vigilanti nella speranza vivendo con una sana leggerezza, senza appesantire il cuore ma cercando speranze nuove e camminando insieme. Senza questi presupposti rischiamo altrimenti di soccombere alla vita e là dove non riusciamo a darci risposte logiche rimarremo schiacciati. Davanti alla malattia, alla morte, a fatti sconcertanti personali o sociali non riusciremo ad alzare lo sguardo e andare oltre.
In tutto questo dobbiamo fare i conti con i nostri caratteri, le nostre sensibilità che sono complici in un senso o nell’altro, pertanto la serenità interiore sarà l’elemento discriminate per una vita serena e alla luce degli insegnamenti del Vangelo. Lamentarsi criticare diventare apprensivi e ossessivi su tutto e tutti ci allontana Dio, allora per guadagnare questa serenità interiore dobbiamo vigilare su di noi con maggiore attenzione per poter essere sguardo di speranza per noi e per tutti. La preghiera insieme a un impegno serio e non affannoso ci aiuterà a guardare la vita con gli occhi di Cristo.
@unavoce – foto: fonte







