Chiesa Castrense

 

“L’immagine più espressiva della Chiesa Ordinariato Militare è quella di una grande famiglia con molti figli giovani. Questi infatti, costituiscono la maggioranza dei componenti di questa Chiesa che durante questo Sinodo pensa a loro con particolare senso di responsabilità alla ricerca di linee pastorali adeguate, considerando il periodo della loro giovinezza quale momento fondante la vita di ogni uomo. Essi sono la giovinezza di ogni famiglia, della società, delle nazioni e dell’intera umanità; sono la giovinezza della nostra Chiesa e delle nostre Forze Armate … (Cfr. Sinodo O.M.)

 

Trent’anni sono passati dal primo sinodo della Chiesa Ordinariato Militare primo e unica esperienza di un Sinodo di una Chiesa Castrense. Il documento finale inizia proprio con il capitolo sui giovani di cui vi riporto l’incipit per la sciare a voi la lettura integrale che è composta da alcuni capitoletti così suddivisi: Situazione attuale – accoglienza e ascolto – Educare alla vita, rispetto della propria di quella altrui e dell’ambiente, gestione del tempo libero – Educare alla fede, Vangelo, sacramenti, chiesa – I soggetti educanti – le modalità educative – i valori a cui educare, valore alla vita giustizia e pace, vita come risposta alla vocazione.

Oggi voglio con voi fare una fotografia dei giovani così tanto accusati di non essere all’altezza della società, ma è proprio così? Forse noi adulti dovremmo farci un serio esame di coscienza su cosa e come ci poniamo con loro. Assistiamo a un disinteresse genarle, come se i nostri giovani non volessero diventare adulti, vediamo ed assistiamo a grandi limiti ma non è tutto così e non è dappertutto così. I giovani che formano la nostra realtà forse non sono i giovani come li intendiamo noi nelle nostre parrocchie ma sono certamente una comunità che ha alle spalle famiglie ancora buone e ricche di valori. La scelta che fanno di arruolarsi, anche se può essere motivata da un semplice ricerca di lavoro, non possiamo non leggerla anche come una voglia di essere protagonisti nel bene con un senso dello stato e della giustizia che li porta a vivere questa vocazione. Dietro ci sono famiglie buone ancora con valori alti, ci sono esperienza scolastiche buone e anche esperienza di Chiesa anche se poi abbandonate, come tanti giovani di oggi, dove però la nostra presenza costante e che condivide la loro vita ci porta e ci offre l’opportunità di riaprire discorsi ed esperienza che si erano assopite nel tempo.

Parlando e vivendo con loro abbiamo l’opportunità di affrontare tematiche e rispondere ad domande e dubbi in modo semplice sereno e coinvolgente. Non solo abbiamo l’opportunità di avvicinarli per i Sacramenti, per chi ancora li chiede, ma riaprire un dialogo sulla Chiesa sulla fede sulla regione con calma e la nostra presenza, testimonianza e condivisione della vita li porta ad avvicinarci e a dialogare. Cosa non da poco nell’attuale scenario giovanile. Il bagaglio famigliare da cui provengono è certamente importante, le separazioni i divorzi pesano sulla vita di questi giovani ma le percentuali sono più basse che in altre categorie, almeno dalle famiglie di provenienza, questo aspetto invece più evidente all’interno, nelle famiglie che si creano oggi, dove il valore della fedeltà a stare con è sempre più a rischio come in tutta la società … CONTINUA

Per la lunghezza dell’articolo e una comodità di lettura, rimandiamo a domani la conclusione

@unavoce – foto: fonte

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