Il bene
“Come professionisti della comunicazione sociale di ispirazione cattolica, vi incoraggio ad essere seminatori di parole buone, artefici di una parola che abbraccia, di una comunicazione capace di riunire ciò che è spezzato, di un balsamo sulle ferite dell’umanità”. (cfr. Papa Leone XIV)
Se pur queste parole sono indirizzate ai professionisti del settore della comunicazione, però possono essere di sprono per ognuno di noi, che attraverso i social che oggi tutti hanno e usano, per essere annunciatori di una comunicazione di bene, di pace e di solidarietà.
Ogni gesto che compiamo ha una sua rilevanza nel bene e nel male, pertanto è importante riflettere prima di dire o pubblicare notizie, foto, commenti … perché non solo diciamo degli altri ma diciamo anche di noi stessi e come cristiani abbiamo il dovere di essere seminatori di pace e di bene anche con le nostre vite private.
“E questa urgenza trova risposta nel servizio alla verità che i media cattolici possono offrire a tutti, anche a chi non crede”. (cfr. Papa Leone XIV)
“La chiamata diventa impegno a essere presenti in tutti gli ambienti, anche digitali, e ad abitarli con responsabilità, perché la credibilità fa sempre rima con l’autenticità. Rinnovamento dei linguaggi non è rimozione del passato o di quanto acquisito nel tempo, ma conversione del cuore e della mente. Una comunicazione rinnovata ha fondamenta salde, non transitorie. Il cammino riparte da qui”. (cfr. V. Corrado)
Guardare in alto sarà la discriminate che ci permetterà di fare la differenza nel mondo, nella società, nelle nostre comunità, in famiglia. Educarci per educare all’uso intelligente dei mezzi a nostra disposizione, riflettere intelligentemente in modo libero ma non prevenuto, non polemico ma sempre costruttivo, questo l’impegno per i comunicatori di mestiere ma anche, come dicevo, per ognuno di noi.
@unavoce – foto: fonte







