Giunge in redazione questa lettera di una sacerdote che vuole rimanere anonimo e per il quale rispettiamo la scelta ma ci pare una bella testimonianza da pubblicare per unirci a lui a dire il nostro Grazie al santo Padre per il suo ministero per la Chiesa e per il mondo.

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Molte parole, documenti, iniziative, proposte … ma noi siamo lontani dal centro e dobbiamo confrontarci con il popolo di Dio che guarda alla Chiesa, al centro della Chiesa e non è sempre facile mediare e far comprendere che è una comunità di credenti, strutturata con tradizioni e dinamiche che subiscono il tempo le mode le stagioni ma che non perde mai il vangelo. E’ la nostra missione di sacerdoti di consacrati e talvolta si è affaticati sconfortati delusi ma dobbiamo essere lievito che fermenta la massa, quindi bisogna rinnovarsi nella propria scelta ogni giorno, non perdere il tempo e dedicare tempo alla preghiera, alla formazione all’aggiornamento … e tutto questo nel mondo che corre e non è sempre facile. Perché dico questo? Per ringraziarla, talvolta ci siamo sentiti solo giudicati e abbandonati al nostro ministero. Per mia fortuna ho avuto dal primo giorno di seminario ad oggi superiori che mia hanno voluto bene e che hanno indirizzato il mio cammino e nell’esperienza che ho fatto e sto facendo certamente il Signore mi ha voluto qui: seminario, parrocchia studi, servizio in giro per il mondo e per l’Italia, tante realtà differenti, realtà vivaci e altre spente e isolate … talvolta la solitudine del ministero, del servizio, delle realtà logistiche e territoriale ci appesantisce ma nonostante io sia l’ultimo dei sacerdoti del mondo quando celebro nelle mie piccole chiese non sempre belle e con poca gente mi sento il sommo sacerdote e la cura dei piccoli genti delle cose fatte bene, sia che ci sia tanta o poca partecipazione, riscaldano la mia anima e rinnovano la mia vocazione e il mio servizio, veramente il Signore fa grandi cose anche con una povera e limitata persona come posso essere io. Non scrivo per chiedere o sperare in qualche cosa, non è questo l’intento ma scrivo solo per il desiderio di dire ad alta voce: Grazie!

Quindi, perché dire questo? Solo per ringraziarla, non c’è certo bisogno della mia approvazione, ma dirlo, scriverlo, poterlo esprimere mi dà forza mi fa sentire parte di una comunità e guardare il Suo Servizio come pastore Universale mi rincuora. La sua semplicità che fa trasparire pazienza serietà amore competenza mi fanno sperare che il Signore non abbandona nessuno e lo Spirito Santo agisce sempre. Grazie per la solennità con cui celebra per le parole misurate piene di umanità di fede di spiritualità che alimentano anche le nostre vite pur lontane ma attente al suo ministero Petrino. Le piccole cose che appartengono alla tradizione e che parlano più delle parole davanti al mondo ci rincuorano e ci fanno comprendere che ogni gesto, ogni scelta anche esteriore può contribuire all’annuncio del vangelo attraverso una testimonianza di vita che non sostituisce la carità l’amore e l’attenzione ma danno risalto a questo stile evangelico.

Il vederla, l’ascoltarla, leggerla mi offrono spunti per lavorare per essere presente per dare uno stile alla vita di sacerdote di cristiano di uomo in modo autentico e rinnovato. Grazie! e la preghiera per lei non manca, il sapere che vuol bene ai suoi preti attraverso i vescovi e superiori che ci affida, ci danno il calore di sentirci parte della Chiesa e soprattutto amati dal Signore nonostante le nostre miserie. Anche noi abbiamo bisogno di coraggio e di impegno serio, non abbiamo sempre i mezzi per proporre grandi iniziative, ne aiuti per realizzarle ma rimane il nostro cuore caldo sapendoci amati dal Signore e parte di quella Chiesa che amiamo e per la quale abbiamo risposto al Signore che ci ha chiamati a servirla. Non ho sentito una voce, ma ho seguito questo desiderio di essere del e per il Signore servendolo nella Sua Santa Chiesa e ora dopo molti anni di sacerdozio debbo solo ringraziare e ringraziare sapendomi rinnovare e seguire il suo servizio per la Chiesa e per il mondo, questo mi dà forza coraggio e voglia di riprendere la dove talvolta la fatica ci ha provati e delusi. Scrivo questo e ribadisco non perché cerco qualche cosa o esporre problemi ma solo dirlo ad alta voce e scriverlo mia fa stare in pace mi aiuta a rimettermi in gioco a rinnovare le promesse e riconoscere che nonostante i mie limiti i mei molti errori il Signore non abbandona se ti fidi e ti affidi a Lui e così cerco di essere sacerdote per me per la Chiesa e per la gente che mi è affidata.

Noi sacerdoti nel mondo vicini o lontani in situazioni normali o complesse o pericolose o ai confini, la guardiamo come riferimento della vita personale e ministeriale e per questo preghiamo per lei, lei non dimentichi mai i sacerdoti, siamo uomini con tutti i nostri limiti che hanno però un grande dono: l’Eucarestia, fonte unica e irrinunciabile della nostra fede. Vederla celebrare ci rincuora e ci sostiene. Grazie!

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