Il vaso di alabastro

 

La cura del dettaglio non è una mania di qualcuno ma è il segno dell’attenzione, della passione e dell’amore per quello che si fa e per ciò che si fa. Nella liturgia i segni e simboli sono il fondamento per la trasmissione del mistero che si celebra, pertanto la cura e il decoro delle chiesa, delle suppellettili e il buon svolgimento delle liturgie non sono fini a se stessi o semplice organizzazione ma attenzione al Sacramento che deve essere trasmesso pertanto ogni piccolo gesto deve portare alla lode di Dio. Da questo parte la cura dei dettagli, non uno spreco ma attenzione, amore, passione. Mi tornano alla mente le parole del vangelo: “Alcuni, indignatisi, dicevano fra loro: “Perché si è fatto questo spreco d’olio? Quest’olio si sarebbe potuto vendere più di trecento denari e darli ai poveri”. E fremevano contro di lei. Ma Gesù disse: “Lasciatela stare! Perché le date noia? Lei ha fatto un’azione buona verso di me. Poiché i poveri li avete sempre con voi e, quando volete, potete fare loro del bene, ma me non mi avete sempre”. (Marco 14, 4-7) Talvolta anche noi pensiamo che sia uno spreco e quindi trascuriamo, con uno spirto di carità, pensando che sia più importante ma è qui che ci sbagliamo, si può fare e l’uno e l’altro e la pulizia e il decoro non hanno costi e la bellezza può essere in tante cose e in tanti dettagli.

La nostra comunità ha la sua chiesa e ha i suoi arredi e suppellettili, nulla di antico o prezioso come possono avere chiese e cattedrali ma questo non ci ha distolto dalla cura e dal buon gusto nell’avere tutto quello che serve per il buono svolgimento delle celebrazioni, basta poco e un po’ di fantasia e tutto si può fare. Una tovaglia pulita, un altare decoroso senza mille cose sopra, un paramento non sgualcito o sporco, un calice povero ma decorso, un lettore ben preparato un coro che accompagna la celebrazione ecc. sono il segno che noi preti crediamo in quello che facciamo. La scusa di essere attenti ai poveri rischia di essere solo una scusa alla nostra trascuratezza. Ho conosciuto poveri con una grande dignità e pulizia anche se per strada, anche se con abiti poveri e mi hanno insegnato che la dignità sta nella persona stessa e nella cura che ha di se stesso e di chi incontra. Questo se vale per la persona e solitamente noi nella nostra siamo curati, così lo deve essere per la chiesa per l’altare per quello che è necessario a celebrare il mistero Eucaristico.

Un discorso vuoto, superficiale  inutile? Forse ma credo che sia importante che tutti ci rendiamo contro dell’impegno che ognuno e non solo il sacerdote, deve mettere per la preghiera comunitaria, attraverso la collaborazione competente e disponibile dei lettori dei cantori dei musicisti, per chi cura la pulizia e il decoro i fiori … tutto può e deve concorrere al buon svolgimento per una ottima partecipazione dove la S. Messa non è un teatrino ma il fare memoria, il celebrare e il rinnovare quell’amore totale di Gesù sulla croce per la nostra salvezza. La nostra preghiera non vale di più o di meno,  ovviante, per come teniamo un altare ma certamente il messaggio che trasmettiamo è il livello della nostra fede della nostra attenzione della nostra capacità di accorgerci, quindi se non lo siamo in questi dettagli e crediamo di essere attenti verso gli altri, ci inganniamo perché fondamentalmente siamo solo attenti a noi stessi o pigri e anche la nostra carità diventa allora solo un lavoro un’assistenza ma il nostro compito è amare e servire i fratelli e non solo con un piatto di minestra o un maglione caldo ma con la capacità di coinvolgere alla vita con la vita e il dettaglio farà la differenza.

Dico a me e ai miei confratelli che la cura delle nostre chiese è importante ancor prima o almeno alla pari della carità e senza questa convinzione il nostro fare e agitarsi “Marta, Marta, ti affanni e ti inquieti di molte cose, ma una cosa è necessaria” (Lc 10,41), un agitarsi che possono fare tutti, per noi cristiani in quel gesto è racchiuso l’amore per Dio, lì c’è Gesù Cristo. Essere fratello sulle strade del mondo adorando il nostro Dio diventa l’autentico servizio agli altri altrimenti è semplice assistenza e non carità e amore. Questo è il nostro vaso di alabastro contenente l’olio profumato e prezioso di Nardo: il Cristo Gesù.

@unavoce – foto: fonte

Grazie della tua visita se vuoi rimanere collegato con noi iscriviti alla newsletter clicca qui