Presentazione al Tempio
Il 2 febbraio si celebra la Presentazione di Gesù al Tempio, popolarmente nota come Candelora, una festa che commemora l’evento 40 giorni dopo il Natale, quando Maria e Giuseppe portarono Gesù al Tempio di Gerusalemme per adempiere la Legge di Mosè e la purificazione di Maria. Il nome Candelora deriva dalla tradizione di benedire le candele in chiesa, simboli di Gesù come “luce per illuminare le genti”, accogliendolo come Messia. La festa, che unisce aspetti biblici, liturgici e popolari legati al ciclo delle stagioni, segna il passaggio dall’inverno alla primavera.
Maria e Giuseppe portano Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone lo riconosce come il Messia, e la profetessa Anna ne parla a tutti coloro che attendevano la redenzione, come descritto nel Vangelo di Luca.
Il nome di questa festa deriva dalle parole di Simeone (“luce per illuminare le genti”) e dall’antica usanza di benedire le candele che simboleggiano Cristo, la luce che disperde le tenebre. Fino al Concilio Vaticano II era chiamata “Purificazione della Beata Vergine Maria”, ma ora è più focalizzata su Cristo, chiamandosi “Presentazione del Signore” o “Incontro” (in Oriente).
Da qui sono nate alcune tradizioni come la benedizione delle Candele. I fedeli portano candele in chiesa per farle benedire, tenendole accese come simbolo di fede e di Cristo che illumina il cammino. Sempre a questa festa è legata alla fine dell’inverno e al presagio del tempo: “Se per la Candelora il tempo è bello, l’inverno è finito, ma se piove o tira vento, l’inverno continua”.
Quindi per riassumere questa festa celebra l’incontro di Gesù con il suo popolo nel Tempio, sottolinea la missione di Gesù come luce del mondo e invita a diventare portatori della luce di Cristo nella vita di tutti i giorni.
Così preghiamo in questo giorno, ti propongo due preghiere del venerabile Mons. Tonino Bello: “Maria, donna obbediente. Santa Maria, donna obbediente, Tu che hai avuto la grazia di “camminare al cospetto di Dio”, fa’ che anche noi, come Te, possiamo essere capaci di “cercare il suo volto”. Aiutaci a capire che solo nella sua volontà possiamo trovare la pace. E anche quando egli ci provoca a saltare nel buio per poterlo raggiungere, liberaci dalle vertigini del vuoto e donaci la certezza che chi obbedisce al Signore non si schianta al suolo ma cade sempre nelle sue braccia”. (Cfr. dagli scritti di Don Tonino Bello)
“Maria, donna in cammino Santa Maria, donna della strada, «segno di sicura speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio», Prendici per mano e facci scorgere la presenza sacramentale di Dio sotto il filo dei giorni, negli accadimenti del tempo, nel volgere delle stagioni umane, nelle attese di solidarietà che si colgono nell’ aria. Verso questi santuari dirigi i nostri passi. Restituisci sapori di ricerca interiore alla nostra inquietudine di turisti senza meta.Se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima, per versare sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. E poi rimettici in carreggiata. Dalle nebbie di questa “valle di lacrime”, facci volgere gli occhi verso i monti da dove verrà l’aiuto. E allora sulle nostre strade fiorirà l’esultanza del Magnificat”. (Cfr. dagli scritti di Don Tonino Bello)
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