e intelligenza
“Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti”. (Antonio Guterres segretario generale dell’Onu)
Quando assistiamo all’uso del potere in maniera indiscriminata ci arrabbiamo, ci scandalizziamo, rimaniamo alibi e quando lo vediamo nei nostri ambienti ancora di più. Purtroppo assistiamo a situazioni di gestione sconvolgenti. Persone che per il loro ruolo sono chiamate a decidere di altre persone, ci domandiamo se queste hanno presente l’aspetto umano o solo dei numeri come un Tetris da incastrare.
La gestione del personale moderna evolve dalla semplice amministrazione (necessità) all’approccio olistico del “people caring” (carità/empatia), dove il benessere del dipendente è centrale per la produttività. Questa sinergia bilancia i requisiti aziendali con l’ascolto attivo e la flessibilità, riducendo stress e turnover.
Una responsabilità quindi grande che viene data e che va esercitata con intelligenza e che non può essere solo un fatto numerico ma che deve tener presente il benessere della persona e non solo l’efficienza dell’istituzione e del servizio, soprattutto se alcune scelte sono fatte con un sentimento di acredine interiore anche se non lo si ammette.
La serenità del cuore, la gentilezza dell’anima e la trasparenza delle azioni e dei modi, pur con la consapevolezza che chi deve decidere ed ha un quadro più ampio del singolo, non può però portare al disagio. Il disagio di un dipendente mina l’efficienza del servizio oltre che la serenità della persona.
Vediamo agli albori della storia sacra un fatto emblematico, due fratelli Caino e Abele (Genesi 4) che per questi motivi uno uccide l’altro e questo ci fa riflettere sulla natura umana e su come viviamo questa responsabilità.
Parlare quindi di gestione del personale non può mai scostarti dalla persona, altrimenti questa non è gestione ma uso del potere e della legge in modo indiscriminato. Ci scandalizziamo quando lo vediamo nei potenti della terra e non ci accorgiamo poi che lo attuiamo anche noi nei nostri ambienti, nella nostra vita.
Ognuno di noi, a vari livelli, ha questa responsabilità che non è solo di alcuni, pertanto questa riflessione per alzare lo sguardo e non perderci nell’efficientismo a discapito della persona. Si parla tanto di cura del personale, di benessere, di pace, di efficienza e poi si rischia di fare scelte motivate dallo stomaco e non dalla carità e dall’intelligenza.
@unavoce – foto: fonte







