Liturgia della Parola
_______________
RIMANI IN CONTATTO
- La tua preghiera: pregheremo per te e con te
- I tuoi pensieri: raccontaci la tua storia
- La carità: offerta della S. Messa
- Album Fotografico: inviaci una foto
- Seguici: sui social
I commenti quest’anno sono proposti da don Marco Giordano [Portoso], nostro confratello Cappellano Militare a Bologna. Don Marco, come potete vedere dal suo curriculum, ha le qualifiche bibliche e teologiche e spirituali per accompagnarci in questo nostro cammino. Qui sotto ti rimando all’articolo completo che lo presenta, inoltre potete trovare alcune sue pubblicazioni sul sito del portale Academia.edu e sul circuito di Amazon (in particolare “I Salmi. Il Salterio e la Liturgia delle Ore” vol.1 e vol.2). Un grazie sentito dalla redazione di “Una Voce” per la sua collaborazione.
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». (Mt 5, 20)
Meditando la PAROLA con don Marco Giordano: “Il Vangelo di questa sesta domenica del tempo ordinario ci riporta la sezione centrale del celebre discorso della montagna in cui Gesù cerca di trasmettere le esigenze fondamentali della vita del discepolo. Cerchiamo di darne un’interpretazione globale, valida poi per ogni esigenza espressa dalle parole del Maestro. Una chiave di lettura è data dal v. 20: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Dobbiamo pensare che la giustizia degli scribi e dei farisei non è una giustizia approssimativa o superficiale; al contrario è la giustizia di quelli che maggiormente si impegnavano nella vita religiosa. Gli scribi sono i dottori della legge, gli studiosi dell’Antico Testamento, coloro che hanno studiato la legge con un amore ed un’attenzione che suscitano stupore ed ammirazione. I farisei invece sono le persone che hanno scelto un impegno religioso più grande di quello che è prescritto; che non solo fanno le opere della legge, ma praticano anche i consigli; vanno al di là di quello che è prescritto. Sono quindi persone notevolmente impegnate dal punto di vista religioso. Le parole di Gesù allora vogliono dire che la giustizia del discepolo deve superare quella che è il massimo della esperienza religiosa ebraica. Precisiamo però in che senso ciò deve avvenire. La giustizia dell’uomo (e non dimentichiamo che il tema della giustizia in Matteo è davvero un tema chiave di tutto il suo Vangelo) possiamo esprimerla come risposta alla salvezza che Dio opera in suo favore. Allora: tanto più grande diventa la rivelazione della salvezza tanto più grande deve essere la nostra risposta. In Gesù ci è rivelato un amore infinito e totale di Dio, di tale ampiezza dovrà essere anche la nostra risposta. L’amore che Dio ci chiede non può allora essere misurato sull’adempiere o meno una legge, ma deve riguardare e coinvolgere radicalmente tutto l’uomo, il suo cuore, le sue azioni, ma anche i pensieri e i desideri, tutto quello che l’uomo è, fa, e dice”.








