e pregiudizio
«Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». (Mc 6, 4)
Oggi si vive di questo: giudizio e pregiudizio, pronti a puntare il dito su tutto e su tutti e i social sono il vero palcoscenico di questo teatro mediatico volenti o no. Per quanto riguarda la Chiesa poi è una vera “mascarade” … e parte è merito nostro che ci siamo messi in questo viaggio mediatico con tutte le intenzioni buone ma che forse non sempre sappiamo ancora usare al meglio e ne nascono pertanto confronti e giudizi lapidari sulla Chiesa i suoi membri dal papa all’ultimo prete …
Ora l’atteggiamento cristiano è quello della carità ed è quello di conoscere prima di dare un parere e semmai sarebbe lecito quello di parlare di se stessi prima di puntare il dito su altri. Essere cristiani preti o laici se la fede non è vissuta nella carità rischia di diventare una inquisizione e non una evangelizzazione.
Un difetto della moderna società, che attraverso i media viaggia dal nord al sud del mondo, e da professionisti della notizia che piu che riportare con verità la notizia fanno proselitismi mediatici scaturiscono poi in manifestazioni deleterie di mancanza di rispetto e di umana convivenza.
La quaresima è il tempo della verifica allora per me e per voi ed è forse il caso che ognuno di noi si fermi e rifletta sull’ uso di questi strumenti e invece di usarli solo per passare il tempo usarli per conoscere e non a discapito di altri proferendo giudizi che sanno di pregiudizi o di insinuare chiacchiericci senza approfondimenti e questo solo per apparire o sentirsi migliori o tirarsi fuori dalla mischia.
Questo atteggiamento lo riscontriamo sia nel mondo religioso che in ogni ambito della vita, dalla politica all’educazione, dal commercio alla riflessione che vorrebbe essere profonda.
Interroghiamoci tutti su come usiamo questi strumenti, cosa diciamo o commentiamo, cosa pubblichiamo e questo senza cercare consensi ma come strumenti di dialogo sereno ed educato.
Alla base della convivenza pacifica c’è il rispetto, alla base della libertà c’è la diversità, alla base della vita c’è la carità, elementi che vanno vissuti ognuno per la sua parte con impegno e intelligenza che non è quella scolastica ma della vita.
Questa semplice riflessione estemporanea per me e la mia comunità affinché ognuno si comporti da vero cristiano nella verità ma senza dimenticare la carità. Potrebbe esserci di aiuto rileggere l’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in veritate”.
@unavoce – foto: fonte







