Con la voce di Cristo

 

Oggi apro, questa mie povere parole per dialogare con voi, con una citazione di sant’Agostino che prendo dal commento alla prima lettera di Giovanni (cfr. VII, 8 …): “Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore. Se correggete, correggete per amore. Se perdonate, perdonate per amore. Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore. Amate, e fate ciò che volete. L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L’amore è tutto”.

Ora, amare è anche mediare, pertanto essere mediatore nella vita ordinaria è compito di tutti. Assistiamo a controversie ogni giorno che nascono da visioni differenti della vita, del mondo e del modo di viverla e condividerla nei nostri ambienti. Controversie e litigi per mille situazioni: in famiglia, nel posto di lavoro, nei gruppi e nelle nostre società civili e religiose, pertanto il compito di mediare è quello della ricerca della verità ma anche della libertà rispettosa della vita di ognuno. Come fare questa mediazione? Tenendo presente sempre il vangelo e non gli interessi personali soltanto, il rischio diversamente sarà quello di non trovare mai una via che ci porti alla pace e alla convivenza pacifica.

Mediare non significa sposare una causa o l’atra e l’unico obiettivo al quale non possiamo mai rinunciare è il Vangelo e solo attorno a quello creare le condizioni per risvegliare il cuore e l’anima delle persone che hanno smarrito la logica serena della vita e trovare una mediazione.

Mediare significa conoscere le problematiche, trovare delle soluzioni con la collaborazione degli interessati offrendo opportunità di dialogo e d’incontro per raggiungere punti comuni da cui partire, pertanto dobbiamo coltivare empatia, flessibilità, professionalità, positività e la capacità di portare il proprio contributo con amore. Forse oggi abbiamo dimenticato questo, pertanto allora l’invito è partire da ciò che ci unisce per ritrovare la strada che ognuno vuole percorre sena dimenticare il rispetto reciproco e salvando il bene comune.

Mediare là dove il debole è messo in difficoltà, mediare aiutando a fermarsi a riflettere, guardando le situazioni da più punti di vista. Sarà importante allora conoscere le situazioni nella loro interezza e complessità cercando la verità e non per sostituirci ma per affiancare un cammino di chiarificazione.

Mediare sostenendoci, conoscere per mediare, essere accanto con umiltà e fraternità offrendo una mano per trovare strade di dialogo, d’incontro, di risoluzione o anche solamente di rispetto reciproco là dove non si può ricucire un rapporto o una situazione.

Essere mediatori nella vita e per la vita significa allora agire come facilitatori di relazioni, adottando empatia, neutralità e ascolto attivo per risolvere conflitti e connettere le persone. Questa competenza relazionale migliora la quotidianità, promuovendo il dialogo, la comprensione reciproca e la creazione di soluzioni condivise, sia in ambito familiare che lavorativo. 

La mediazione, quindi, è un’arte pratica che trasforma il conflitto in una possibilità di dialogo, rendendo la vita relazionale più costruttiva e armoniosa. Questa è la mediazione che ogni persona, ogni cristiano deve svolgere vivendo del vangelo, amando il Signore, servendo la Chiesa e quindi la comunità. Si è cristiani e testimoni del suo vangelo con la vita, con le scelte, con l’aiuto reciproco.

@unavoce – foto: fonte

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